Zeman, la Juve? da 20 anni per me una gara speciale

Soccer: Serie A; Parma-Cagliari

CAGLIARI. – Una gara come le altre, come è solito dire da una vita, ma contro quella che “da tre anni è la migliore squadra d’Italia”. Zdenek Zeman per una volta veste i panni della modestia e prima di parlare del suo Cagliari incensa la squadra che oggi scenderà al San’Elia per difendere il primo posto in classifica. “Proveremo a farle male – aggiunge il tecnico boemo in conferenza stampa alla vigilia del match – ma per riuscirci dovremo avere grande applicazione e attenzione”. Davanti al suo Cagliari, ancora a secco di vittorie davanti ai propri tifosi, la Juventus schiacciasassi, “una squadra che da 20 anni mi dà grandi stimoli. Che sensazione provo? Quella di tutti: la Juve è sempre la Juve, batterla sarebbe una grande soddisfazione”. La ricetta anti-Juve è “giocare palla su palla, con meno errori possibile in fase difensiva. Non dobbiamo preoccuparci. Stiamo affrontando una squadra che nelle ultime due stagioni ha perso tre partite”, sottolinea il tecnico boemo che chiede alla sua squadra una grande prova di orgoglio contro la prima della classe. La classifica, dice, “non è quella che ci aspettavamo – le sue parole – né noi, né i tifosi. Non siamo riusciti a vincere in casa, ed è normale che se fai il massimo e i risultati non arrivano, arrivi un po’ di preoccupazione. Tanto più che questa è una squadra giovane, con poca esperienza”. E’ sempre l’attacco il problema maggiore del Cagliari: Sau è ancora indisponibile, ma anche la presenza di Ibarbo contro i bianconeri non è una certezza. “Valuteremo domani – ha spiegato il tecnico – Ibarbo sta bene, ma si è allenato a parte per quattro giorni”. Il colombiano ha comunque svolto regolarmente l’ultima seduta di rifinitura. Qualche problemino, come se non bastasse, anche per Longo, comunque convocato. Per la sfida di domani il tecnico sembra orientato verso il tridente “leggero” con Cossu falso centravanti e Farias e Ibarbo ai lati. Fuori invece Colombi e Sau, sulla strada del recupero ma non ancora al cento per cento, percentuale imprescindibile se si vuole fermare la capoclasse.