Caos manovra, slitta maxiemendamento. Corsa contro il tempo

Pubblicato il 18 dicembre 2014 da redazione

L.STABILITA': SI LIMA TESTO, PARTE RUSH FINALE IN SENATO

ROMA. – E’ caos manovra in Parlamento. Slitta infatti a domani il voto di fiducia del Senato, per il ‘ritardo’ nella presentazione del maxiemendamento, annunciato dal governo già per stasera, dopo che la maratona notturna non era bastata per chiudere l’esame della legge di Stabilità in commissione. Il testo è arrivato così in Aula a Palazzo Madama senza le modifiche, pur attese e concordate, che la Bilancio non è riuscita a finire di votare. Ritocchi e novità che dovrebbero però essere recuperate dal maxiemendamento che il governo sta mettendo a punto in una corsa contro il tempo per permettere il via libera del Senato e l’ultimo passaggio di ratifica alla Camera prima di Natale. Il maxiemendamento “sostanzialmente corrisponderà ai lavori della commissione e conterrà tutte le norme votate e quelle condivise che non si sono potute votare per ragioni di tempo”, assicura il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, ma tra i senatori si scommette sulla possibilità che nell’ultima versione la manovra possa contenere ancora qualche sorpresa. Di sicuro, sottolinea il relatore Giorgio Santini, “nessun lavoratore delle province verrà licenziato”. Quello dei dipendenti provinciali è stato degli argomenti ‘caldi’ affrontati in Senato, mentre sono già iniziate in diverse città le ‘occupazioni’ delle sedi (in particolare in Toscana) con il sostegno anche dei sindacati che domani, spiega il segretario della Cgil Susanna Camusso, occuperanno “simbolicamente” le sedi “perché vogliamo dire a un governo maldestro che senza l’esperienza, la conoscenza e le capacità di individuare e risolvere i problemi dei lavoratori, la P.a. i servizi, le tantissime prestazioni che le Province offrono alla comunità, non possono esistere”. Per mettere al sicuro i 20mila dipendenti il governo ha prima presentato una norma per la mobilità interna alle altre amministrazioni, per poi precisare che questo processo di ricollocamento durerà due anni e che la mobilità vera e propria scatterà solo dal 2016. “Per due anni – sintetizza sempre Santini – i dipendenti conserveranno il posto di lavoro. Dopo scatteranno le regole in vigore che prevedono che i lavoratori prendano l’80% dello stipendio”. Se parecchie questioni rimaste aperte alla Camera hanno invece trovato la loro sistemazione definitiva, come l’Irap per le imprese senza dipendenti, il regime dei minimi, o le tasse sui fondi pensione, altre non sono ancora state sciolte. Prima di tutto il capitolo partecipate locali: la riforma vera e propria, spiga ancora Santini, arriverà in primavera ma un ‘antipasto’, che riprende il piano presentato dal commissario alla spending review Carlo Cottarelli, dovrebbe già trovare posto nel maxiemendamento. La sintesi trovata dovrebbe prevedere la chiusura delle piccole o micro partecipate, quelle con più amministratori che dipendenti o senza dipendenti (che rappresentano più della metà delle oltre 5mila partecipate ‘censite’ dal dossier Cottarelli, 2671 le prime, 1213 le seconde), con un tetto legato anche al fatturato (meno di centomila euro) e sanzioni per chi non procede al taglio. Niente da fare, invece, per l’emendamento Lanzillotta per le norme ad hoc per Roma. Ma nel tamtam parlamentare si parla anche della possibilità che sia inserita in extremis le penalizzazioni sugli assegni alti per chi sceglie la pensione anticipata. Così come un forte pressing ci sarebbe per estendere l’Iva agevolata al 4% concessa agli ebook anche a quotidiani e periodici digitali. (di Silvia Gasparetto/ANSA)

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