Attacchi a Sony, Anonymous pronto a distribuire il film

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NEW YORK. – Hacker contro hacker. I cyberattivisti di Anonymous scendono in campo contro i pirati informatici di ‘Guardians of Peace’ che hanno attaccato la Sony Pictures, inducendola a cancellare l’uscita del film satirico ‘The Interview’ sul fantasioso complotto per assassinare il leader nordcoreano Kim Jong-un. Lo ‘distribuiremo’ noi, hanno annunciato via Twitter: “vietare film solo perche’ un dittatore disapprova”, ma “siamo davvero cosi’ deboli?”. E’ un affronto alla liberta’ che Anonymous non puo’ tollerare e nei loro messaggi twittati dall’account TheAnonMessage, ora sospeso, gli ‘hacktivist’ ricordano alla Sony: “noi vi avevamo ammonito. Ci eravamo infiltrati nei vostri sistemi molto prima della Corea del Nord. Pensavamo che lo avreste preso come un avviso e aggiustato la vostra merda”. Cercando di respingere una raffica di critiche che gli sono arrivate da ogni lato, anche dal presidente Barack Obama, l’amministratore delegato della Sony Pictures Michael Lynton ha affermato che la sua azienda intende diffondere il film comunque, anche se non nei cinema, che per primi si sono tirati indietro dopo le minacce giunte dai ‘Guardians of Peace’. “Vogliamo ancora che il pubblico veda questo film, assolutamente”, ha detto alla Cnn, aggiungendo che “abbiamo diverse opzioni e le stiamo considerando”. E alla domanda se una di queste sia YouTube ha risposto: “questa è certamente un’opzione e la stiamo considerando”. E le pressioni aumentano intanto anche sulle catene di distribuzione. “Fate uscire ‘The Interview’ al cinema”, ha scritto la Commissione nazionale dei repubblicani (RNC) a 10 grandi catene di sale cinematografiche. “Voglio parlare chiaramente a nome del partito repubblicano: vi esorto a proiettare il film” e’ scritto nel messaggio in cui si sostiene che questo è necessario “per dimostrare alla Corea del Nord che non possiamo essere vittime di bullismo e rinunciare alla nostra liberta’”. Ma la Corea del Nord nega ogni coinvolgimento, nonostante le accuse esplicite dell’Fbi. E nonostante le accuse del Dipartimento di Stato, la cui portavoce Marie Harf oggi ha affermato che gli Usa prendono seriamente le minacce che arrivano da Pyongyang e ha affermato che il regime nordcoreano dovrebbe indennizzare la Sony per i danni che gli ha arrecato. E il regime di Pyongyang viene guardato con sospetto anche per un attacco di hacker contro il sistema informatico della compagnia che gestisce le centrali nucleari in Corea del Sud avvenuto nel week-end, anche se al momento non c’e’ alcuna accusa diretta contro di esso. Frattanto, l’uscita di ‘The Inteview’ prevista per il 25 dicembre e’ di sicuro cancellata, mentre Anonymous non ha detto come intende entrare in possesso del film e neanche come farà a diffonderlo, ma ha comunque precisato che intende farlo “come regalo di natale” per gli utenti del web. “Noi non stiamo con nessuna delle due parti”, sostengono sempre via Twitter gli attivisti di Anonymous, precisando che loro vogliono “solo vedere il film, e presto voi vi unirete a noi. Ci dispiace, @SonyPictures”.

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