Trovato in mare l’aereo malese, recuperati i primi corpi

Search resumes for missing plane in Indonesia

NEW YORK. – Il mistero del volo Air Asia scomparso domenica è parzialmente risolto. Sono stati ritrovati nel mar di Giava, vicino alle coste del Borneo, alcuni resti del velivolo e decine di corpi, facendo scemare ormai del tutto le chance di recuperare qualche sopravvissuto. Restano però da chiarire le cause dell’incidente: il velivolo, almeno dalle prime indicazioni, sembrerebbe essersi schiantato in mare intero, ovvero senza essere esploso in aria. E questo potrebbe facilitare il recupero delle scatole nere per cercare di capire cosa è accaduto negli ultimi minuti prima che venissero persi i contatti con il volo. Ma i problemi per Air Asia non finiscono qui: oggi un altro dei suoi aerei è finito fuori pista in fase di atterraggio a Kalibo, nelle Filippine. I 159 passeggeri sono stati evacuati tramite gli scivoli d’emergenza, senza riportare danni. “Sono dispiaciuto per l’incidente. Mi auguro che le famiglie possano restare forti di fronte a questa tragedia”, ha affermato il presidente dell’Indonesia, Joko Widodo. L’amministratore delegato di Air Asia, Tony Fernandez, ha affidato a twitter le condoglianze alle famiglie delle 162 vittime del volo 8501. “Le parole non possono esprimere quanto sono dispiaciuto”, ha scritto poco dopo la scoperta dei resti, assicurando che Air Asia non si sottrarrà ai propri obblighi. Il riferimento è alle polizze assicurative che coprono l’aereo e i passeggeri: a regolarle è la convenzione di Varsavia del 1929 che prevede indennizzi molto più bassi rispetto alla più recente e usata convenzione di Montreal, che ha regolato le coperture assicurative delle vittime dei due voli della Malaysia Airlines, uno abbattuto e l’altro disperso. La convenzione di Varsavia fissa i danni a 8.300 dollari per vittima, una cifra molto inferiore rispetto ai 170.000 dollari a passeggero della convenzione di Montreal. Le ricerche e le indagini intanto continuano. Una seconda nave americana è partita verso l’area per aiutare le squadre di ricercatori già all’opera. Il maltempo, con la stagione dei monsoni, sembra il principale imputato dell’incidente. Poco prima di perdere il contatto, i piloti dell’Air Asia 8501 avevano deviato di 11,2 chilometri dalla rotta stabilita e avevano chiesto l’autorizzazione ad aumentare l’altitudine. Ma l’altezza richiesta dai piloti era stata negata in un primo momento in quanto altri velivoli vi stavano viaggiando. Il 2014 si farà ricordare come un anno nerissimo per l’aviazione civile: i morti in incidenti aerei sono stati, inclusi quelli del volo Air Asia e di quello della Malaysia Airlines scomparso, 1.320. E’ l’anno peggiore – secondo i dati del Bureau of Aircraft Incidents Archives – dal 2005. Dal punto di vista del numero degli incidenti tuttavia il 2014 è stato paradossalmente l’anno più sicuro dal 1927: gli incidenti sono stati 111, in forte calo tenendo conto della crescita del traffico.(di Serena Di Ronza/ANSA)