La Lazio stende la Samp, Felipe Anderson show

Pubblicato il 05 gennaio 2015 da redazione

Soccer: Serie A; Lazio-Sampdoria

ROMA. – La Lazio vince la prima delle tre Guerre Puniche, evocate dal suo patron Claudio Lotito, e sale sempre più su. Il suo Attilio Regolo non ha le sembianze e le movenze di un centurione romano, bensì quelle di un vero fuoriclasse: Felipe Anderson, mattatore assoluto della fredda serata dell’Olimpico dove i cartaginesi di turno indossano la maglia blucerchiata della Sampdoria di Sinisa Mihajlovic che, per quello che si è visto in campo, probabilmente metterà presto la sveglia domattina ai suoi. Finisce 3-0 la prima partita del nuovo anno, una sorta di primo spareggio Champions tra le terze del campionato, con parecchio brio biancoceleste e qualche tossina e caloria di troppo per i doriani alla peggiore prova stagionale. Così, basta la verve del brasiliano – cinque gol e quattro assist tra campionato e Coppa Italia nell’ultimo mese – che dopo un anno passato a fare l’oggetto misterioso si traveste da salvatore della patria e fa cullare ai biancocelesti legittimi sogni Champions. Del resto la facilità con cui i padroni di casa hanno piegato la Samp stasera autorizza e alimenta il giusto entusiasmo. Di contro, c’è da dire che la Samp non è riuscita a scrollarsi di dosso il torpore post-natalizio (basti dire che dopo un’ora gli angoli erano 10 a 0 per la Lazio, 12-1 alla fine), nè basta a giustificare la prova incolore dei liguri la cessione di Gabbiadini che ha costretto Mihajlovic a rispolverare il 4-3-1-2, con l’improvvisato Soriano alle spalle del duo Okaka-Eder. Pioli per la ‘prima’ del 2015 punta su Djordjevic al centro dell’attacco. Klose va in panchina, così come Candreva, al rientro dopo l’infortunio: visto il momento di forma di Felipe Anderson sarà ora difficile per l’azzurro ritagliarsi uno spazio là davanti, con il derby che bussa alle porte. In regia c’è Biglia che, anche se diffidato, viene preferito a Ledesma nel confermato 4-3-3. Mihajlovic si presenta all’Olimpico con qualche sorpresa: Viviano per Romero (in odore di mercato), Cacciatore per l’acciaccato De Silvestri e Regini a fare le veci di Mesbah, in Coppa d’Africa. Ma è tutta la squadra a girare a basso regime, con un pressing blando che riesce solo un paio di volte a innescare Okaka e il veloce Eder. Bastano così due lampi dell’ex Santos per stendere i blucerchiati: prima si invola sulla sinistra e offre un assist al bacio a Parolo (38′), poi tre minuti dopo decide di fare tutto da solo, prende la palla e con una staffilata, meglio una ‘perla’, da 25 metri trafigge Viviano. La ripresa inizia così com’era terminato il primo tempo: con una magia di Felipe Anderson che salta due difensori in dribbling e conclude: palla deviata in corner. Al 66′ altra perla del n.7 biancazzurro che salta come birilli tre doriani, arriva su fondo e mette al centro per Djordjevic che a porta vuota sigilla il 7mo centro stagionale. Poi è solo passerella con Pioli che fa le prove generali del nuovo modulo con Candreva (per Mauri) e Anderson insieme alle spalle del serbo. Tanto basta per mandare in visibilio la curva Nord che fra una settimana vedrà il suoi ‘guerrieri’ affrontare la seconda e più difficile Guerra Punica, contro i ‘cartaginesi’ giallorossi. (di Sandro Verginelli/ANSA)

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(ANSA) - ROMA, 13 DIC - "Obiettivi per PyeongChang? Se andiamo in doppia cifra facciamo molto, poi bisogna capire la qualità del metallo che è sempre legata a tante variabili". Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che in vista dei prossimi giochi invernali di PyeongChang 2018 alza l'asticella rispetto alle edizioni precedenti. "A Torino avevamo il vantaggio di giocare in casa e non fa testo - spiega il capo dello sport italiano a margine della festa di fine anno delle Fiamme Gialle al Salone d'Onore del Foro Italico -, a Vancouver abbiamo vinto cinque medaglie, a Sochi ne abbiamo vinte otto e negli ultimi giorni ne abbiamo rimediata un'altra per strada per la squalifica dell'atleta russo. Se a PyeongChang arriviamo in doppia cifra facciamo molto".

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