Marò: l’India gela il Parlamento europeo, risoluzione inopportuna

Pubblicato il 16 gennaio 2015 da redazione

European Parliament in Strasbourg

NEW DELHI. – “Inopportuna”. Con malcelata irritazione New Delhi ha bollato la risoluzione approvata dall’Europarlamento a sostegno dell’Italia nel caso che da tre anni blocca in India i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Senza polemizzare con le argomentazioni dei parlamentari europei, che hanno fra l’altro chiesto il ritorno in Italia dei due fucilieri di Marina e parlato di “grave violazione dei diritti umani”, il portavoce del governo indiano Syed Akbaruddin ha osservato che “sarebbe stato consigliabile che il Parlamento europeo non avesse adottato la Risoluzione”. Non la pensa ovviamente cosi’ il drappello di eurodeputati italiani che hanno raccolto le firme di decine di colleghi per l’approvazione del documento, avvenuta per alzata di mano e ad ampia maggioranza, con in testa l”azzurra’ Lara Comi. In una conferenza stampa a Roma la eurodeputata di Forza Italia ha sostenuto che “l’India dovrà riflettere molto, e già una sua reazione l’abbiamo avuta e questo vuole dire che siamo su un buon proseguimento, per il meglio dei nostri Marò”. Le ha fatto eco il collega Antonio Panzeri (Pd) il quale ha sottolineato che “la Risoluzione e’ molto importante perche’ ha fatto diventare il caso, un tema europeo”. Abbiamo individuato, ha poi ricordato, “alcuni punti essenziali come quello di trovare una soluzione attraverso un arbitrato internazionale”. Nelle conclusioni i deputati europei invitano la responsabile della politica estera comunitaria, Federica Mogherini, a intraprendere ogni azione necessaria a proteggere i due Fucilieri italiani e sostengono gli sforzi compiuti da tutte le parti coinvolte per trovare una soluzione accettabile per tutti. Da parte sua in una nota il M5S definisce “i lunghi ritardi delle autorità indiane nell’istruzione del procedimento come una grave violazione dei diritti umani dei marò”, auspicando che la competenza giurisdizionale sia attribuita alle autorità italiane e/o a un arbitraggio internazionale”. Rilievi che non sono stati ben accolti da New Delhi e nella sua dichiarazione il portavoce del governo indiano ha spiegato anche in parte perché. “Il caso dei due Fucilieri di Marina che hanno ucciso due pescatori indiani – ha ribadito – è all’esame della giustizia, ed è in discussione fra India e Italia”. “La Corte Suprema Indiana – ha proseguito – nella sua ordinanza del 14 gennaio 2015, ha concesso tre mesi di estensione della permanenza di Massimiliano Latorre in Italia per motivi di salute, mentre l’altro Fuciliere, Salvatore Girone, risiede nell’ambasciata di Italia a New Delhi”. Queste circostanze, secondo il portavoce, avrebbero dovuto consigliare al Parlamento europeo di non approvare la risoluzione. Poiché, lascia intendere Delhi, essa può toccare nervi scoperti di settori “duri” dell’amministrazione indiana che di malavoglia avevano accettato l’ipotesi di un dialogo fra i governi capace di tracciare il cammino anche della giustizia. In questo senso proprio ieri un giornalista di The Economic Times, di solito in possesso di informazioni provenienti dai settori governativi e della polizia più ostili ad un ritorno in Italia di Latorre e Girone senza processo in India, aveva pubblicato una sua riflessione dal titolo: ‘Mettere fine alla farsa, migliore soluzione e’ mandare i Fucilieri a casa’. (di Maurizio Salvi/ANSA)

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