Ancelotti nella Hall of Fame: il mio segreto è divertirmi

Hall of Fame Italian Soccer

FIRENZE. – Non prendersi troppo sul serio. E soprattutto continuare a divertirsi. In fondo e’ semplice la ricetta vincente del calcio, anche quello italiano. Carlo Ancelotti e’ il volto felice di un movimento in difficoltà, l’Italia che piace anche all’estero, anche lì dove pallone e vittorie sono in prefetta simbiosi. L’allenatore italiano del Real Madrid da oggi segue Arrigo Sacchi – il suo maestro -, e poi Marcello Lippi, Giovanni Trapattoni e Fabio Capello entrando nella ‘Hall of Fame’ del calcio italiano, categoria allenatori. ”E’ un onore ricevere questo riconoscimento e vedersi accostato a questi grandi colleghi è un importante attestato alla mia carriera” ha detto il tecnico dei campioni d’Europa e del mondo durante la cerimonia oggi a Firenze nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. E’ stato Sacchi a consegnargli il pallone di cristallo mentre lui seduto accanto al ct Antonio Conte, ha consegnato al Museo del Calcio, secondo tradizione, un proprio cimelio, la maglia azzurra del Mondiale ’90. Non chiamatelo però ‘leggenda’ nonostante l’ingresso nei grandi del calcio italiano: ”Mi viene da ridere se mi sento definire così. Mi piace ancora troppo quel che faccio e finché ne avrò voglia continuerò” ha risposto Ancelotti. D’altronde allenare il Real e campioni come Cristiano Ronaldo non è da tutti, per giunta dopo aver lavorato al Milan (”Li’ ho vissuto le prime grandi emozioni da allenatore”) e alla Juve, al Chelsea e al Psg fino ad approdare in Spagna nel club più prestigioso al mondo: ”Sono il tecnico più invidiato dai colleghi? Certo ho avuto una carriera fortunata – ha sorriso – ho sempre trovato ambienti e squadre positive”. A iniziare dal grande Milan di Sacchi (il quale fra l’altro avrebbe mostrato disponibilità a dare una mano al suo ex club ma senza tornare in panchina), tutta un’altra cosa rispetto a quello attuale: ”Mi dispiace molto, senza campioni si fa più fatica ma Inzaghi saprà venirne fuori, come tutti gli allenatori ha bisogno di tempo e pazienza. La società sta valutando un eventuale esonero? Quel che sta vivendo Inzaghi l’hanno vissuto un po’ tutti gli allenatori. Ma lui ha le capacità per risolvere la situazione. E lo stesso i dirigenti”. Dal canto suo Ancelotti è parso assai lontano da un eventuale ritorno in Italia: ”Alleno il giocatore più efficace che abbia mai avuto vista la sua incredibile media-gol, ha pienamente meritato il suo terzo Pallone d’oro”, ha detto riferendosi a Ronaldo aggiungendo poi su Pogba: ”Non so se vale 100 milioni, di sicuro può giocare in qualsiasi squadra del mondo, ma non nel Real perché non ci interessa. Quanto al campionato italiano, lo seguo con interesse e passione, non è attualmente a livelli stratosferici, certi investitori se ne sono andati però al di là della Juve che è favorita perché la più forte e la più esperta, ci sono realtà interessanti, come la Samp, il Sassuolo, l’Empoli che stanno esprimendo un bel calcio. Eppoi ricordiamoci sempre della Germania, 10 anni fa stava come l’Italia di oggi, si è poi ristrutturata e adesso è campione del mondo”. Ancelotti ha concluso sfoggiando un’altra delle apprezzate doti: ”Alla fine il calcio è sempre e soprattutto uno sport e allora cerchiamo tutti di divertirci e non prenderci troppo sul serio”.

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