Girandola di nomi per il Quirinale: spunta il nome di Antonio Martino

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ROMA. – A poco più di una settimana dall’inizio delle votazioni per il nuovo presidente della Repubblica tra i nomi favoriti per il Colle resiste, anche se appare un pò in discesa, la coppia Mattarella-Amato, mentre il numero uno della Banca centrale europea, l’italiano Mario Draghi, viene messo fuori dalla corsa dallo stesso premier: “Penso – dice Matteo Renzi – che Draghi sia un grandissimo uomo e che nei prossimi anni dovrebbe continuare a ricoprire quel ruolo”. Intanto sembrano salire le quotazioni di Anna Finocchiaro, almeno sul lato berlusconiano del patto del Nazareno. Intanto, il Cav punta su Antonio Martino come candidato di bandiera. Il presidente del Consiglio, che conferma gli incontri tra partiti la prossima settimana, insiste sull’identikit: il nuovo inquilino del Quirinale deve essere “un arbitro”. Ma, si racconta in ambienti della maggioranza, il premier avrebbe in serbo una “carta segreta” da calare all’ultimo momento, un nome che potrebbe soprattutto compattare il Pd e ottenere anche il placet del leader di Fi. Berlusconi ed Alfano si sono incontrati in Senato per fare il punto: entrambi sono convinti della necessità di convergere su un profilo moderato. L’ex ministro della Difesa Antonio Martino, tessera numero 2 di Forza Italia ha comunque accolto con piacere e molta sorpresa la sua candidatura da parte del partito azzurro “Io candidato? Non so nulla, mi sembra uno scherzo da prete”, scherza. Si tratta comunque – avrebbe spiegato Berlusconi – di un candidato di bandiera per le prime tre votazioni per poi arrivare alla quarta con un nome condiviso con il Pd. Ed anche se la lista dei papabili è ancora lunga, un’altra figura che rimarrebbe in pista sarebbe quella dell’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Se è vero che la maggioranza del Pd insiste sull’opportunità che il nuovo capo dello Stato “non sia un giocatore di parte” nel centrosinistra le preferenze sono divergenti: c’è ancora chi non nasconde di vedere bene ex segretari come Veltroni o come Pier Luigi Bersani (che però oggi è dato in discesa a causa della partita che si sta giocando sull’Italicum) così come chi pensa che potrebbe invece essere il turno di Anna Finocchiaro. Nichi Vendola però avverte: “non può essere figlio del Patto del Nazareno, no a giochi di Palazzo”. A leggere il sito dei 5 stelle, Amato, Mattarella, Castagnetti, Veltroni sarebbero i veri candidati: in un post dello storico Aldo Giannulli a uscire vincente non è però il dottor Sottile ma Mattarella, “persona di indiscussa onestà personale, mai sfiorato da scandali” anche se con una biografia da ‘peso medio’. (di Chiara Scalise/ANSA)