Nisman, il giallo dello sparo a distanza ravvicinata

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BUENOS AIRES. – Si infittisce il giallo sulla morte di Alberto Nisman. Clarin scrive che l’accusatore della presidente Kirchner è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco a distanza di 15-20 cm, escludendo di fatto il suicidio, ma la responsabile dell’inchiesta poche ore dopo smentisce seccamente il prestigioso quotidiano di Buenos Aires. Intanto il governo conferma i suoi sospetti sull’ex capo dell’intelligence, rimosso proprio da Kirchner a dicembre, e finisce sotto inchiesta anche la scorta del procuratore trovato morto dopo aver accusato Cristina Fernandez de Kirchner di depistare l’inchiesta sull’attentato contro la mutua ebraica Amia. Secondo Clarin, che è all’opposizione, un rapporto della polizia federale indica che la pallottola che ha ucciso Nisman è stato sparata da una distanza di 15-20 cm. Un fatto che, insieme all’assenza di tracce di polvere sulla mano del pm, porterebbe ad eliminare di fatto l’ipotesi del suicidio. E’ stata la responsabile dell’inchiesta, la pm Viviana Fein, a smentire la notizia poche ore dopo: “La distanza dello sparo non è stata superiore a un centimetro. L’arma era appoggiata sul parietale destro”, ha detto Fein, sottolineando che è necessario attendere il rapporto finale dell’autopsia e di altre analisi per avere un quadro completo della situazione. Il governo, e in primis la stessa Kirchner, ha già scartato l’ipotesi suicidio, concentrando il suo attacco sull’ex capo del Side, Antonio Stiusso. La presidenta ha insinuato che Stiusso ha consegnato a Nisman prove fasulle sui rapporti fra il suo governo e l’Iran. Il segretario della presidenza, Anibal Fernandez, è andato oltre, sostenendo che la denuncia di Nisman “l’ha scritta qualcun altro”, sospettando lo stesso Stussio di esserne l’autore Stiusso sarebbe tornato in fretta e furia da una vacanza all’estero per chiedere alla giustizia di proteggere lui e la sua famiglia, sostenendo di aver ricevuto minacce di morte. Sia Nisman sia Stiusso erano stati assunti da Nestor Kirchner, marito e predecessore dell’attuale presidente e i rapporti erano molto stretti. Ora invece, dopo averlo allontanato dal suo incarico, Cristina Fernandez de Kirchner accusa Stiusso di aver tramato contro il suo governo. Da parte sua la pm Fein non ha chiesto finora di poter interrogare Stiusso sul caso, e fonti governative, ma non in maniera ufficiale, hanno escluso che le accuse di Kirchner possano portare a una denuncia formale dell’ex responsabile dell’intelligence: mancano le prove, dicono, e poi Stiusso conosce troppi segreti del potere. Non che questo preoccupi la “presidenta”, che sul caso Nisman ha già dichiarato per iscritto la sua posizione: “non ho prove, ma non ho dubbi”.