Dalla Siria razzi sul Golan. Netanyahu minaccia

Israel on state of alert along the border with Lebanon and Syria

TEL AVIV. – ”Chi gioca col fuoco, restera’ scottato”: è esplicito l’avvertimento lanciato dal premier Benyamin Netanyahu dopo che oggi dal territorio siriano sono stati sparati due razzi verso alcune localita’ israeliane sulle alture del Golan annesse allo Stato ebraico, esplosi senza provocare vittime. Per tutta risposta l’artiglieria d’Israele ha lanciato a sua volta una ventina di ordigni contro vicine postazioni dell’esercito di Bashar Assad, nella zona da dove erano partiti i razzi. Fonti locali riferiscono di due vittime. L’attacco e’ a rinfocolare una tensione che resta elevata da almeno una decina di giorni: da quando cioe’, in un raid sul Golan siriano (attribuito a Israele) sono rimasti uccisi un generale iraniano, un comandante Hezbollah e una decina di militari che erano con loro. Secondo la radio militare israeliana, l’attacco odierno e’ stato ispirato come ritorsione proprio dagli Hezbollah. Dal Libano questi negano tuttavia qualsiasi coinvolgimento. In diverse località israeliane e druse del Golan le sirene di allarme sono risuonate alle ore 13, quando una batteria Iron Dome ha rilevato la minaccia incombente. Nei villaggi di frontiera la popolazione ha avuto ordine di entrare nei rifugi, mentre l’esercito provvedeva ad allontanare 1600 escursionisti dalle vicine piste di sci del monte Hermon. In seguito all’uccisione del suo comandante militare Jihad Mughnyeh, Hezbollah aveva giurato vendetta contro Israele. Altre minacce sono giunte dall’Iran, che oggi è tornato ad accusare il ‘nemico sionista’ di aver ”superato la linea rossa” e a far balenare apertamente possibili ”rappresaglie”. Negli ultimi giorni la tensione e’ del resto molto cresciuta pure al confine fra Libano ed Israele. In alta Galilea gli abitanti di alcuni villaggi sono stati costretti ad entrare ripetutamente nei rifugi, nel timore di infiltrazioni di commando delle milizie sciite libanesi. In alcuni tratti di confine sono state disposte barriere di cemento, per allontanare l’incubo dei cecchini. ”Israele – ha ribadito il premier Netanyahu – considera molto grave l’attacco giunto oggi dal territorio siriano”. La sensazione e’ che Hezbollah, con i Guardiani della rivoluzione iraniani e con la cooperazione dell’esercito siriano, abbiano deciso di promuovere dal territorio siriano una sorta di guerra ‘d’attrito’ contro la posizioni israeliani sul Golan. Il modello offensivo sarebbe identico a quello messo a punto da Hamas da Gaza nei confronti del Neghev occidentale: con lanci sporadici di razzi verso obiettivi israeliani, destinati comunque a imporre un clima di allerta e paura tra la popolazione. Secondo la tv di Stato, Israele continuerebbe a non avere interesse a intervenire nella guerra civile in Siria. Ma se il regime di Damasco puntasse davvero a ingaggiare – o magari solo a consentire – una ‘guerra di attrito’ sul Golan, la strategia potrebbe cambiare: anche a costo di favorire indirettamente il fronte anti-Assad, qaedisti e jihadisti sunniti compresi. (di Aldo Baquis/ANSA)

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