Grecia: è boom di suicidi, +35,7% a causa dell’austerità

GRECIA: L'ODISSEA DELLA CRISI, DA CONTI TRUCCATI A TSIPRAS

ATENE. – A conferma che la grave crisi economica e la recessione che dal 2008 attanagliano la Grecia incidono pesantemente anche sulla salute mentale dei greci – che in numero sempre maggiore si tolgono la vita – è appena stato pubblicato uno studio da cui risulta che negli ultimi tre anni i casi di suicidio in Grecia sono aumentati del 35,7% in seguito alle misure di austerità imposte dal governo dal giugno 2011 per far fronte alla crisi. La cifra, come riferisce il quotidiano ateniese To Vima, emerge da uno studio condotto dal British Medical Journal (BMJ). Secondo la rivista scientifica, ad avere l’impatto maggiore sull’aumento del numero dei suicidi è stato l’annuncio governativo del giugno 2011 riguardante il secondo pacchetto di misure di austerità che hanno interessato riduzioni salariali nel settore pubblico e tagli del welfare. Infatti nei mesi che seguirono l’annuncio i suicidi sono aumentati del 35,7%. I ricercatori hanno anche osservato che – dopo che l’economia greca è entrata in recessione nell’ottobre 2008 – il numero dei suicidi tra gli uomini è aumentato del 13,1% raggiungendo il 29,7% nel mese di aprile 2012 quando un pensionato si tolse la vita sparandosi nella centralissima Piazza Syntagma ad Atene. Il numero di suicidi raggiunse il picco nel maggio e nel luglio del 2012 – rispettivamente con 62 e 64 casi -, una delle cifre più alte documentate in oltre 30 anni. Drammatico, però, sotto il profilo numerico era stato anche il triennio 2009-2011 durante il quale, secondo i dati del ministero dell’Ordine Pubblico, tra la popolazione greca si era registrato un tasso di suicidio del 37% rispetto agli anni precedenti con 3.125 casi fra suicidi e tentati suicidi denunciati alla polizia. Al contrario, il numero più basso di suicidi si è registrato nel febbraio 1983 e nel novembre 1999 (14 casi ciascuno) che – a livello economico – sono considerati i periodi più prosperi rispetto a quello attuale. Charles Branas, docente dell’University of Pennsylvania, stima che il tasso di suicidi non è influenzato solo dalle politiche finanziarie attuate dai governi ma anche dai “messaggi pubblici” che le accompagnano.