Isis: 350 cristiani rapiti, 15 uccisi

ISIS: SI TRATTA PER RILASCIO CRISTIANI RAPITI IN SIRIA, SONO 220

BEIRUT. – La pulizia confessionale ed etnica portata avanti dai jihadisti dello Stato islamico in Siria e in Iraq prosegue senza sosta: l’Isis avrebbe ucciso i primi dei “circa 350” cristiani assiri rapiti nel nord-est siriano nei giorni scorsi, e si prepara nelle prossime ore a ucciderne altri, forse addirittura “in un’esecuzione di massa”. Stamani le autorità britanniche avevano frattanto riferito che ‘Jihadi John’, il boia dell’Isis comparso in diversi video di esecuzioni di ostaggi, si chiama Mohamed Emwazi, ha 27 anni ed è di Londra. E sempre stamani era stato diffuso dallo Stato islamico un filmato in cui si vedono miliziani jihadisti abbattere e darsi metodicamente alla distruzione di statue e bassorilievi nelle sale del museo di Mosul, in Iraq, dove sono custoditi reperti di Ninive, l’antica capitale dell’impero assiro. “E’ stato un deliberato attacco alla storia e alla cultura millenaria dell’Iraq”, ha commentato la direttrice dell’Unesco, Irina Bokova. Mentre Papa Francesco segue con preoccupazione la situazione in Siria e prega per la popolazione civile e per la comunità cristiana, il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni ha definito “inaccettabili” le “sistematiche violazioni dei diritti fondamentali e il genocidio di comunità millenarie e pacifiche”. Per il responsabile della diplomazia italiana, “è necessario moltiplicare gli sforzi per contrastare l’estremismo violento, respingerne l’impostazione ideologica basata sull’intolleranza e l’odio”. Le notizie sulla sorte delle centinaia di assiri rapiti dall’Isis al confine tra Iraq e Siria continuano a esser da giorni frammentate, spesso discordanti. Nella maggior parte dei casi è impossibile assicurare l’autenticità di quanto trapela. Secondo l’archimandrita (abate) Youkhana, da lunedì la fonte principale della notizia del rapimento, sono 350 i cristiani rapiti. E una quindicina di loro sono già stati uccisi. Altre fonti affermano che domani si prepara un’esecuzione di massa in una località a maggioranza musulmana. Sempre Youkhana riferisce che nei 35 villaggi cristiano-assiri non è rimasto più nessuno: coloro che sono riusciti a scappare lo hanno fatto a nord verso Hasake o Qamishli, nella zona controllata dalle milizie curde. Da Damasco, il nunzio apostolico Mario Zenari ribadisce che non sono solo i cristiani di Siria e di Iraq a essere vittima della barbarie jihadista. “Questi fatti causano paura soprattutto nei gruppi minoritari che sono i più esposti, che sono sempre stati l’anello più debole della catena… però direi che, al di là dei cristiani, tutta la gente ha paura di questi avvenimenti, soprattutto di quelli che accadono in queste zone sotto il controllo di questi jihadisti. Non solo i cristiani, ma tutta la gente teme, ha paura e se può scappa”. Secondo Zenari, i cristiani si sentono abbandonati dalla comunità internazionale: “Questa è un po’ la percezione che vedo qui nella gente in genere e nei cristiani in particolare. Non vedono purtroppo risultati tangibili”. (di Lorenzo Trombetta/ANSA)

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