Sicurezza: Roma la città più a rischio, in arrivo 500 uomini

Roma città a rischio

ROMA. – Cinquecento militari in arrivo dopo Pasqua nella Capitale per presidiare obiettivi sensibili, più forze dell’ordine in periferia, un sistema di videosorveglianza ‘diffuso’ in tutta la città e anche l’impegno di una riunione mensile per fare il punto sulla sicurezza a Roma. Sono alcuni dei temi discussi in una riunione ‘fiume’ del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è tenuta in prefettura a Roma. Un incontro presieduto dal ministro dell’Interno, Angelino Alfano, che ha visto seduti per tre ore attorno a un tavolo i vertici delle forze dell’ordine della Capitale, tra cui il questore Nicolò D’Angelo e il comandante provinciale dei carabinieri Salvatore Luongo, il sindaco Ignazio Marino e il prefetto Giuseppe Pecoraro, che dal primo aprile andrà in pensione. “I 500 uomini in più che avevo annunciato sono in addestramento e subito dopo Pasqua saranno pronti”, ha annunciato il ministro in una conferenza stampa al termine della riunione. Andranno a presidiare gli obiettivi sensibili in centro consentendo “di riequilibrare la presenza” di forze dell’ordine nelle periferie. “Roma è la città più a rischio d’Italia – ha detto Alfano – Sono 1.136 le persone impegnate a Roma nella prevenzione del rischio terrorismo”. Nonostante nella Capitale nel 2014, rispetto al 2013, si siano registrati cinquemila reati in meno, più arresti, più denunce e beni sequestrati per 1,4 miliardi di euro, risultando così “meno delittuosa di Bruxelles, Berlino, Vienna, Madrid, Parigi e Londra”, il ministro ha promesso che il Comitato “si riunirà una volta al mese perché la sicurezza a Roma è una priorità”. Soddisfatto dell’impegno il sindaco Ignazio Marino che ha lanciato una proposta per “migliorare la sicurezza”: realizzare un sistema di videosorveglianza diffuso in tutta la città. Un progetto che potrebbe realizzarsi entro quest’anno se si riusciranno a trovare le risorse. Al centro della riunione di oggi anche il tema ‘caldo’ dei cortei. “I romani sono stanchi e hanno ragione di esserlo. Ci sono state e ogni anno si tengono circa duemila manifestazioni” ha detto il ministro. Mentre il questore D’Angelo ha sottolineato che ” si può lavorare sui percorsi e lo faremo perché il centro di Roma è un patrimonio del mondo intero che va difeso e tutelato”. D’Angelo ha rivelato che in un anno sono stati impiegati 13.681 uomini per i servizi di ordine pubblico e ha prospettato di “rivedere il vecchio protocollo” che riguardava i cortei. Sul fronte del degrado il ministro Alfano ha annunciato di volere dare “più poteri ai sindaci di difendere i centri storici ed i monumenti delle nostre città” e sottolineando la necessità di norme “più severi contro comportamenti come l’accattonaggio e la carità molesta”. Quanto alle polemiche sui recenti scontri avvenuti nel centro storico con i tifosi olandesi del Feyenoord, il ministro ha annunciato: “Il 12 marzo porterò alla riunione del Consiglio dei ministri europei dell’Interno la proposta del Daspo europeo”.
(di Chiara Acampora/ANSA)

Condividi: