La Grecia invia la lista delle riforme, ma l’Ue non sblocca gli aiuti

Greek Finance Minister Yanis Varoufakis at press conference at the Finance Ministry in Athens

BRUXELLES.- La Grecia va avanti ma il suo cammino non incrocia ancora quello dell’Europa che non si accontenta dei dettagli delle prime sette riforme annunciate dal Governo, tra cui il reclutamento di studenti, turisti e governanti come ispettori del fisco ‘sotto copertura’. Mentre Atene vuole un negoziato politico, sollecitato dallo stesso Tsipras in diverse telefonate con Juncker, Bruxelles intende restare sul tavolo tecnico, come da accordi presi nell’ultimo Eurogruppo. La nuova riunione dei ministri dell’Eurozona di lunedì non potrà quindi fare progressi sullo sblocco degli aiuti perché i tecnici della ex Troika, che devono valutare le riforme, sono ancora fermi per volere del Governo ellenico. Senza curarsi troppo delle indicazioni dell’Ue, Atene prosegue sulla sua strada e in vista di lunedì il ministro Yanis Varoufakis ha inviato al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem una lettera con i dettagli delle prime sette riforme su cui il Governo vuole essere giudicato. E che ritiene sufficienti per sbloccare almeno una parte della prossima tranche di aiuti che ammonta in totale a 7 miliardi, in modo da recuperare qualche miliardo che la metta al sicuro dalle scadenze di marzo, cioè il rimborso di 1,5 miliardi al Fmi. Con il rischio di non riuscire ad onorare le scadenze, il Governo si tiene pronto a tutto e ha chiesto ai fondi pensionistici e altre istituzioni pubbliche di mettere a disposizioni i propri depositi. Nessun rischio invece per i depositi bancari: la liquidità è assicurata, ha detto il governatore della Banca centrale ellenica Yannis Stournaras. Tanto che ieri la stessa Bce ha chiesto all’Eurogruppo che il fondo di ricapitalizzazione per le banche greche, circa 10 miliardi, sia “prontamente disponibile” per il Governo, cosa a cui molti ministri si sono finora opposti. La lettera di Varoufakis spiega nel dettaglio sette riforme contenute nella lista approvata dall’Eurogruppo due settimane fa. Tra queste, la creazione di un ‘consiglio di bilancio’ per monitorare la spesa del Governo ed un nuovo piano per riscuotere le imposte non pagate. Tra le proposte meno ‘ortodosse’ c’è lo “schema per la lotta all’evasione dell’Iva con informatori” dove un “gran numero di osservatori saltuari” aiuterà il Governo a dare la caccia a chi tenta di non pagare l’Iva. Secondo Varoufakis solo la “notizia che centinaia di migliaia di osservatori saltuari sono ovunque con registratori e telecamerine per conto dell’agenzia delle entrate, ha la capacità di far cambiare atteggiamenti molto velocemente”. Ma l’impegno di Atene non basta ad avvicinare gli aiuti dell’Ue. Fonti vicine al dossier spiegano infatti che il negoziato ‘tecnico’ che porterà allo sblocco degli aiuti “è ancora in alto mare” e anche se Varoufakis lunedì illustrerà i dettagli delle riforme, i ministri non potranno accelerare i tempi. Perché “solo le istituzioni hanno le capacità di valutare le proposte, non possono essere i ministri a farlo”. Quindi se il Governo greco vuole stringere i tempi deve “accelerare, approfondire ed estendere” i rapporti con l’ex Troika, che ha cacciato da Atene e che non vuole più vedere in Grecia. Tanto che nella lettera Varoufakis si dice pronto a riprendere il negoziato tecnico, ma da ora si dovrà tenere a Bruxelles e non più in Grecia. (di Chiara De Felice/ANSA)

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