Le foto sugli orrori nelle prigioni siriane sbarcano al Palazzo di Vetro dell’Onu

Rebels take Syrian Army academy Al Mosthat after several days of bloody battle

NEW YORK. – Le foto sugli orrori nelle prigioni siriane sbarcano al Palazzo di Vetro dell’Onu: sono scatti shock, che mostrano corpi scheletrici, bruciati dall’acido o da sigarette spente sulla pelle, crani fracassati, genitali brutalmente massacrati, teste deturpate a cui sono stati strappati gli occhi. La mostra – dal titolo “Caesar Photos: Inside Syrian Authorities Prisons” e sponsorizzata, tra gli altri Paesi, anche dall’Italia – raccoglie una ventina delle 55.000 immagini realizzate tra il 2011 e il 2013 da un fotografo disertore dell’esercito siriano conosciuto con il nome in codice di Caesar in tre carceri nell’area di Damasco. Foto portate clandestinamente fuori dal Paese mediorientale e talmente agghiaccianti che all’ingresso della galleria e’ stato posto il cartello ‘Warning: le immagini che seguono possono impressionare’. L’obiettivo della mostra, secondo l’ambasciatore britannico Mark Lyall Grant, e’ quello di aumentare la consapevolezza sugli abusi dei diritti umani compiuti dalle truppe del presidente Bashar al-Assad. “Mentre il conflitto in Siria entra nel suo quinto anno, ci auguriamo che queste foto serviranno a ricordare l’imperativo di raggiungere una soluzione politica della crisi con la massima urgenza, per porre fine alle sofferenze della popolazione”, ha detto Lyall Grant. Alcuni investigatori internazionali di crimini di guerra hanno descritto le immagini come “prove evidenti delle sistematiche torture e uccisioni di massa” nelle carceri siriane. Le foto sono state mostrate ai membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu lo scorso aprile, e il mese successivo Russia e Cina hanno bloccato con il veto una bozza di risoluzione che chiedeva di deferire la situazione in Siria alla Corte penale internazionale per l’eventuale perseguimento dei crimini di guerra e crimini contro l’umanita’. (di Valeria Robecco/ANSA)