Con una magia di Morata a Palermo, la Juve vola verso lo scudetto

Pubblicato il 14 marzo 2015 da redazione

CALCIO SERIE A: PALERMO - JUVENTUS

PALERMO. – Nemmeno il fortino rosanero, alias stadio Renzo Barbera, stracolmo per l’occasione, riesce a fermare la corazzata bianconera di Allegri. La Juve, senza sprecare troppe energie in vista del match di Dortmund, porta a casa una vittoria con il minimo sforzo. L’1-0 finale è firmato (con una magia di sinistro) da Morata, a cui basta mezz’ora per riconfermare, se qualcuno ne avesse dubitato, le gerarchie nell’attacco torinese. Per il Palermo arriva la seconda sconfitta stagionale in casa dopo il poker subito dalla Lazio a fine settembre. Fin dall’inizio, la gara stenta a decollare, un po’ per il timore del Palermo al cospetto della “Signora” e un po’ per la mancanza di affiatamento a centrocampo degli juventini. Allegri infatti non rinuncia a Tevez e gli mette al fianco Llorente e in difesa si rivede l’ex rosanero Barzagli. Ma la linea mediana del 3-5-2 è inedita con Sturaro, Pereyra e De Ceglie. A riposo Vidal, Evra e Morata. Schema speculare per Iachini che rinuncia alla difesa a quattro. Sulle fasce Rispoli e Daprelà che si occupano soprattutto di coprire, trasformando il modulo di fatto in un 5-3-2. Il primo brivido per i trentamila del Barbera (c’è quasi il tutto esaurito, con il settore ospiti strapieno) arriva al 17′ con un tiro dalla trequarti di Tevez che Sorrentino non blocca, libera però la difesa rosanero. I bianconeri tentano di sorprendere l’attenta retroguardia rosanero con rapide verticalizzazioni che partono quasi sempre dai piedi di Tevez. Llorente galleggia sulla linea del fuorigioco per approfittare di ogni incertezza, ma nel primo tempo sono davvero poche le emozioni anche perché la Juve non sfonda i padroni di casa non riescono a uscire dalla loro metà campo e Vazquez e Dybala restano isolati davanti, molto lontani da Buffon. La migliore occasione capita nei piedi di Rigoni su un’azione tutta rasoterra del Palermo: Vazquez serve il centrocampista che però cade all’altezza del dischetto del rigore e chiede vanamente un improbabile penalty. Nel finale uno squillo di Tevez che supera Vitiello e tira debolmente a lato. Allegri vuole vincere e nel secondo tempo inserisce prima Vidal per Sturaro e poi Morata per uno spento Llorente. Lo spagnolo più giovane fa quello che serve: segnare. Al 25′ riceve palla sul filo del fuorigioco, controllo, dribbling e tiro di sinistro a girare. Inutile il tuffo di Sorrentino e la Juve può festeggiare sotto lo spicchio del Barbera bianconero. Dall’asse Tevez-Morata nascono sempre buone cose, a conferma di un’intesa che migliora di partita in partita. Se poi anche Pereyra entra appieno nel gioco, aiutato da Vidal e Marchisio, sono guai per la difesa rosanero che subisce le ripartenze. L’ingresso di Belotti a formare il tridente con Dybala e Vazquez non produce risultati di rilievo. Per la Juve è l’ennesimo passo avanti, forse quello decisivo, verso il quarto scudetto consecutivo.

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