Papa: grande dolore per gli attentati alle chiese in Pakistan

Pakistan

CITTA’ DEL VATICANO. – “Con dolore, con molto dolore – ha detto il Papa all’Angelus – ho appreso degli attentati terroristici contro due chiese cristiane a Lahore in Pakistan, che hanno provocato morti e feriti, sono chiese cristiane, i cristiani sono perseguitati, i nostri fratelli versano il sangue soltanto perché sono cristiani”. “Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e le loro famiglie, – ha aggiunto – chiedo dal Signore, imploro dal Signore, il dono della pace e la concordia per quel Paese, e che questa persecuzione contro i cristiani che il mondo cerca di nasconderla finisca, e ci sia la pace”. Quando papa Bergoglio si è affacciato alla finestra su piazza San Pietro, solo da poco era giunta la notizia dell’attentato in Pakistan, che ha causato almeno 15 morti, fra cui donne, bambini e un paio di poliziotti, e una settantina di feriti, molti dei quali in gravi condizioni, oltre a due sospetti, che la folla inferocita dopo le stragi ha linciato, bruciandoli vivi. Il bilancio è ancora provvisorio. L’attentato ha colpito una chiesa cattolica e una protestante, entrambe nel quartiere di Youhanabad, dove vive la più grande comunità cristiana del Pakistan, Paese a stragrande maggioranza musulmana. I cristiani in Pakistan vivono una situazione molto difficile, ed è solo del novembre scorso l’episodio verificatosi in un villaggio del Punjub, dove la folla si è scatenata contro due giovani sposi accusati di blasfemia: li hanno picchiati a morte e gettati vivi in una fornace. Shama aveva 24 anni ed era al quarto mese di gravidanza, il marito Shahzak Masih ne aveva 26. Pakistan è anche Asia Bibi, cristiana condannata a morte per blasfemia, sempre nel Punjub. Secondo l’ultimo rapporto dell’Acs (Aiuto alla Chiesa che soffre) la persecuzione religiosa colpisce nel mondo 150 milioni di cristiani, spesso nei paesi a maggioranza musulmana, ma anche indù o buddista; in genere dove sono minoranza, dimostra il rapporto, i cristiani sono limitati nella libertà religiosa, mentre nei Paesi a maggioranza cristiana, la libertà religiosa è più garantita. L’Asia per Acs si è confermata il continente in cui la libertà religiosa, non solo dei cristiani, è maggiormente violata. L’Africa registra invece negli ultimi due anni una crescita preoccupante del terrorismo da parte di gruppi fondamentalisti islamici, come Boko Haram e al Shabaab. Papa Francesco, ricorda spesso le persecuzioni subite dai cristiani nel mondo, lo ha fatto anche di fronte al corpo diplomatico e a singoli ambasciatori. Ha inoltre fatto della denuncia delle persecuzioni una occasione per rafforzare i rapporti ecumenici. Ha parlato di “ecumenismo del sangue”, ha più volte affermato che i martiri cristiani sono di tutti i cristiani, senza distinguere tra cattolici, ortodossi, protestanti. All’Angelus papa Bergoglio ha anche ricordato il superciclone Pam che ha devastato Vanuatu, lasciando senza casa la maggioranza della popolazione, mentre il bilancio delle vittime non è ancora chiaro. “Sono vicino – ha detto papa Francesco – alla popolazione di Vanuatu, nell’Oceano Pacifico, colpita da un forte ciclone. Prego per i defunti, per i feriti e i senza tetto. Ringrazio quanti si sono subito attivati per portare soccorsi e aiuti”. (giovanna.chirri@ansa.it)