La Juve a Dortmund arriva alla “stretta finale”

Borussia Dortmund-Juventus, in Champions League

TORINO. – Vuole “passare il turno e arrivare ai quarti”, uno degli obiettivi di inizio stagione, “per vedere cosa succede”, ma con la consapevolezza che “una partita non pregiudica una stagione”. La Juventus che domani sera affronta il Borussia Dortmund nel ritorno degli ottavi di Champions League, arriva alla “stretta finale” – come la definisce mister Allegri – con una consapevolezza da grande squadra e l’entusiasmo del +14 sulla Roma in campionato. Ma, al tempo stesso, con l’umiltà di chi, nonostante il 2-1 dell’andata, sa che per fare fuori la formazione di Klopp serve la “partita giusta”. “Sarà una bella partita, che difficilmente finirà 0-0”, è la previsione di mister Allegri. “Siamo consapevoli delle difficoltà che questa gara comporta – aggiunge -: serve la partita giusta dal punto di vista tattico, fisico e mentale”. E serve “fare gol”, insiste il tecnico bianconero, che dovrebbe tornare alla difesa a quattro, quella provata nella rifinitura, con Bonucci e Chiellini centrali, Evra e Lichtseiner sulle face. “Ho ancora qualche dubbio, non ho deciso se giocheremo a tre o a quattro”, fa pretattica Allegri. Orfano di Pirlo, a centrocampo il tecnico si affida a Marchisio – “sta facendo una annata straordinaria, in mezzo è uno dei cinque o sei centrocampisti più forti d’Europa” -, in mezzo a Vidal e al recuperato Pogba. Con Tevez e Morata in attacco, il trequartista sarà invece Pereyra. “Loro metteranno grande velocità – prevede l’allenatore juventino – per questo dovremo sbagliare poco e colpire i loro punti deboli”. La qualificazione sembra alla portata. “Vogliamo e dobbiamo passare il turno – insiste Allegri – ma sono contento delle parole del presidente Agnelli sul fatto che una partita non può pregiudicare una. Vuol dire che fino ad ora abbiamo lavorato bene. Adesso, però, dobbiamo essere bravi a chiudere il campionato, perché nonostante i 14 punti di vantaggio mancano ancora 11 giornate alla fine e sei vittorie. E poi c’è anche la Coppa Italia, dove abbiamo la possibilità di ribaltare il risultato dell’andata e conquistare la finale”. E poi, appunto, ci sono i quarti della Champions League, che la Juventus non c’entra da due anni. Se domani sera ci riuscirà, buona parte del merito va proprio ad Allegri. “Solo un allenatore coraggioso come lui poteva accettare di prendere una Juventus reduce da tre scudetti consecutivi, forse neppure noi pensavamo che ci saremmo ripetuti per il quarto anno consecutivo”, lo incorona capitan Buffon. Per il portiere è una grande emozione ritornare a Dortmund nove anni dopo quella semifinale Mondiale contro la Germania. “Qualche flash, qualche immagine di quella partita ci sarà – ammette – ma poi la testa sarà tutta per i 90 e 120 minuti della partita. Il Borussia è una delle cinque o sei squadre migliori d’Europa – prosegue – se all’andata siamo riusciti ad essere migliori è un bel segnale”. Il numero uno bianconero non ha nessuna intenzione di interrompere il sogno europeo sul più bello: “Finché ne abbiamo l’opportunità – sottolinea – vogliamo coltivare questo sogno”. Nessun limite, dunque, e nessuna timidezza di fronte a uno stadio intero che tiferà contro: “Giocare in un tempio simile entusiasma ed emoziona sempre – sostiene Buffon – il tifo caricherà anche noi”.