I grandi della terra insieme con Expo contro la fame nel mondo

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FIRENZE. – Una grande piattaforma dalla quale lanciare un messaggio, questa volta concreto, per la lotta alla fame nel mondo, perché sono troppe oltre 800 milioni di persone malnutrite e affamate. Da Expo 2015, al di là delle grandi e belle strutture, delle polemiche sui ritardi, dei convegni e degli appuntamenti per i turisti che arriveranno a Milano e più in generale in Italia, deve partire questa nuova sfida, come l’ha definita il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-Moon, “una chiamata a tutto il mondo per combattere la fame”. Un tema risuonato nelle giornate delle idee celebrate a Firenze per Expo. Del resto ‘Nutrire il pianeta, energia della vita’ non può restare solo il titolo della prossima esposizione universale. “Ognuno può fare la sua parte – ha detto ancora Ban Ki Moon in un videomessaggio -: tutti possiamo farcela insieme”. Senza dimenticare, ha spiegato Aung San Suu Kyi, l’attivista birmana premio Nobel per la Pace, il problema della fame legato alle guerre: “Non saremo mai in grado di nutrire i nostri popoli adeguatamente dove c’è un conflitto”. “Il cibo è fra le principali preoccupazioni per chi è in guerra”, ha aggiunto il premio Nobel, richiamando pure il tema dell’educazione e della discriminazione di genere. In certe popolazioni è ancora dominante l’idea “che il maschio debba essere più istruito, nutrito, curato”. E allora ecco spiegato l’impegno di ‘women for Expo’ rilanciato da Emma Bonino, che punta a un impegno delle donne e per le donne su queste tematiche. Una lotta, quella per il cibo, accanto al diritto all’acqua e all’energia, che obbliga tutti gli Stati, Italia in testa, a un impegno maggiore per la ricerca in agricoltura come ha detto Romano Prodi, per il quale sugli Ogm bisogna però usare ogni precauzione. E’ importante quindi che la Carta di Milano, l’eredità che Expo 2015 lascerà alle Nazioni Unite, al mondo intero, dove si ribadirà che “il mancato accesso a cibo, acqua e energia è una violazione della dignità umana” e che “il diritto al cibo deve essere un diritto umano fondamentale”, avrà pure una versione ‘junior’ dedicata ai bambini, agli adolescenti, che potranno firmarla dopo un percorso educativo. E’ a loro, ha ricordato il ministro per le Politiche Agricole Maurizio Martina, che ha lanciato l’idea, che il futuro prossimo, chiederà di non ignorare, anche se ricchi, chi soffre la fame. Perchè nessuno può “più tollerare le diseguaglianze” ha chiosato il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini salita sul palco del Salone dei 500 con un gruppo di studenti, “i protagonisti di domani”. L’Italia potrebbe dare il buon esempio e inserire “il diritto al cibo” nella Costituzione, un’ide lanciata dal ministro per le Riforme Mara Elena Boschi, ripreso dal suo collega all’Ambiente Gianluca Galletti e dallo stesso Martina. Una buona idea alla quale dobbiamo però far accompagnare anche “il cibo in bocca alla gente” ha concluso Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, ed ex ministro alla cooperazione.
(di Domenico Mugnaini/ANSA)