Felipe González: “Non vado in Venezuela per complottare contro Maduro”

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CARACAS – Lo ha espresso chiaramente, per evitare malintesi. L’ex premier spagnolo Felipe González ha sottolineato ieri che l’essersi offerto come consulente per la difesa legale dei due principali leader dell’opposizione – Leopoldo López, leader di Voluntad Popular e il connazionale Antonio Ledezma, sindaco di Caracas – non significa essere parte di un “complotto” contro il governo di Nicolás Maduro.

– Se io rimprovero Maduro per i prigionieri politici e critico la sua politica economica, che sta portando il paese a una situazione sociale insopportabile, non è che faccio parte di un complotto, sto solo usando un diritto del quale dispone anche Maduro quando critica la situazione spagnola, e io in molti casi sono d’accordo con lui – ha detto González in una lunga intervista radiofonica, replicando alle accuse ricevute dal governo chavista.

L’ex premier socialista ha smentito di essere pagato per difendere a López e Ledezma e anche di essere stato in passato “cacciato dal Palazzo di Miraflores” dal defunto Hugo Chávez, come sostenuto da Maduro.

– L’ultima volta che ho visto Chávez – ha affermato – è stata su sua richiesta e siamo rimasti a parlare per cinque ore.

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