L’Argentina deposita 35 milioni di dollari per il pagamento dei Bond Par

Argentina: maxi sciopero contro il fisco, Paese paralizzato

BUENOS AIRES. – Il governo argentino depositerà oggi circa 35 milioni di dollari, che corrispondono a pagamenti dei suoi bond Par, nella Caja de Valores, l’organismo scelto dal ministro dell’Economia Axel Kicillof per le operazioni sui titoli nazionali. La decisione arriva dopo la sospensione delle attività nel paese di Citibank di venerdì scorso a causa di un accordo fra la banca e gli hedge fund in disputa con Buenos Aires nei tribunali di New York. Fonti del ministero e della Banca Centrale citate dal quotidiano La Naciòn hanno indicato che il deposito sarà effettuato oggi -data limite per il pagamento- malgrado lo sciopero che ha paralizzato l’attività bancaria nel paese. Fabian Torres, presidente della Caja de Valores -società di deposito controllata dalla Borsa di Buenos Aires- ha spiegato che “ci metteremo in contatto con i clienti di Citibank perché ci dicano come vogliono essere pagati”. Il governo ha sospeso le attività di Citibank dopo l’accordo siglato dalla banca con gli hedge fund – capitanati da NML Capital e la Elliot Management di Paul Singer- in base al quale cesserà “al più presto possibile” di partecipare nelle operazioni con titoli ristrutturati del debito argentino e rinuncerà a presentare un nuovo appello contro la decisione della giustizia di New York che prevede che il principio del pari passu si applichi anche ai titoli emessi sotto legislazione argentina.

Inoltre i il paese si è svegliato virtualmente paralizzato da uno sciopero dei sindacati dei trasporti pubblici, proclamato da quelle centrali sindacali che contestano il governo di Cristina Fernandez de Kirchner e che reclamano l’eliminazione dell’imposta sul reddito per i lavoratori salariati, oltre all’aumento del salario minimo. I servizi di treni, autobus, metropolitane, aerei, navi e porti sono stati totalmente bloccati dai 22 sindacati della Cgt, la potente centrale sindacale peronista di Hugo Moyano che, dopo anni di appoggio ai governi Kirchner, è passato all’opposizione nel 2012. A questo si aggiunge lo sciopero delle banche, dei distributori di benzina e della pubblica amministrazione. Alla protesta si sono associati anche partiti dell’opposizione di sinistra, come la Corrente classista di combattimento (Ccc), che hanno deciso di partecipare “in modo attivo” alla protesta, e dalle prime ore di oggi hanno organizzato picchetti a Buenos Aires, nelle principali vie di accesso della megalopoli, e in altri centri urbani del Paese.