Un consigliere di Kerry a Caracas per incontrare il presidente Maduro

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CARACAS. – Da un lato il presidente, Nicolás Maduro, ha avvertito che non andrà “in ginocchio” al Vertice delle Americhe che si apre fra due giorni a Panama, ma bensì per “esigere rispetto” per il suo paese, perché “gli Stati Uniti non possono continuare a credere che possono governare il mondo intero per decreto”.

“Non andremo a Panama in ginocchio, non accetto che nessuno mi veda come un suddito, continueremo ad esigere rispetto per la nostra amata Venezuela, malgrado la presenza delle marionette pro-yankee che gli Stati Uniti hanno infiltrato nella nostra politica”, ha detto Maduro durante il suo consueto programma tv settimanale.

L’erede di Chavez è tornato a denunciare le sanzioni imposte da Washington contro 7 dirigenti accusati di violazioni dei diritti umani, sottolineando che “il diritto imperiale è finito, e il governo degli Usa non può pretendere di governare il mondo intero per decreto, dicendo che paese considera una minaccia per poi applicare sanzioni extraterritoriali”.

In questo senso, Maduro ha indicato che il suo governo ha già raccolto “9 milioni 182 mila e 432 firme” (su 10 milioni che aveva promesso) contro l'”executive order” di Obama del 9 marzo, che sancisce le sanzioni.
Dall’altro Thomas Shannon, un consigliere del segretario di Stato americano John Kerry, è arrivato a Caracas e dovrebbe incontrarsi con il presidente venezuelano, e la ministra degli Esteri, Delcy Rodriguez. L’obbiettivo della visita di Shannon è la ricerca di un accordo in vista del Vertice delle Americhe, che si apre sabato a Panama, in occasione del quale Maduro ha annunciato che consegnerà a Barack Obama 10 milioni di firme raccolte contro le sanzioni imposte a 7 dirigenti venezuelani accusati di violazioni dei diritti umani nella repressione delle proteste antigovernative.

Maduro ha respinto la misura, definendola un “decreto imperiale” perché nel testo dell”executive order’ si legge che Venezuela è considerato un pericolo per la sicurezza americana. Ma il consigliere di Obama per la Sicurezza Nazionale, Ben Rhodes, ha spiegato che la frase è solo una formalità. “Gli Usa non credono che il Venezuela rappresenti una minaccia per la nostra sicurezza. Sinceramente, si tratta solamente del fatto che abbiamo un formato con il quale vengono elaborati gli ‘executive order’, ha detto Rhodes.