Il Papa sferza la corruzione: “E’ una piaga putrefatta della società”

PAPA FRANCESCO, UN ARGENTINO AL CENTRO DEL DISGELO

CITTA’ DEL VATICANO. – Perdono, indulgenza, misericordia. Ma avvicinarsi ai valori dell’Anno Santo straordinario implica per papa Francesco di fare i conti con i mali profondi della società. E sono parole durissime quelle che il Pontefice dedica nella Bolla di indizione “Misericordiae vultus” per la “conversione” dei criminali e, ancora più in particolare dei corrotti.

“La parola del perdono possa giungere a tutti e la chiamata a sperimentare la misericordia non lasci nessuno indifferente. Il mio invito alla conversione si rivolge con ancora più insistenza verso quelle persone che si trovano lontane dalla grazia di Dio per la loro condotta di vita”, dice il Papa. “Penso in modo particolare agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale, qualunque esso sia”, afferma. “Per il vostro bene, vi chiedo di cambiare vita”, è il suo appello. “Ve lo chiedo nel nome del Figlio di Dio che, pur combattendo il peccato, non ha mai rifiutato nessun peccatore”, spiega.

“Non cadete nella terribile trappola di pensare che la vita dipende dal denaro e che di fronte ad esso tutto il resto diventa privo di valore e di dignità. E’ solo un’illusione. Non portiamo il denaro con noi nell’aldilà. Il denaro non ci dà la vera felicità”. E “la violenza usata per ammassare soldi che grondano sangue non rende potenti né immortali. Per tutti, presto o tardi, viene il giudizio di Dio a cui nessuno potrà sfuggire”.

Persino più eloquente Bergoglio si mostra nel rivolgere “lo stesso invito” anche “alle persone fautrici o complici di corruzione”. “Questa piaga putrefatta della società è un grave peccato che grida verso il cielo, perché mina fin dalle fondamenta la vita personale e sociale”, sentenzia con parole che ricordano quel “la corruzione puzza”, anzi “spuzza”, che ebbe così vasta eco nella sua visita a Napoli.

La corruzione, rimarca il Pontefice, “impedisce di guardare al futuro con speranza, perché con la sua prepotenza e avidità distrugge i progetti dei deboli e schiaccia i più poveri. E’ un male che si annida nei gesti quotidiani per estendersi poi negli scandali pubblici”. “La corruzione è un accanimento nel peccato – insiste -, che intende sostituire Dio con l’illusione del denaro come forma di potenza. E’ un’opera delle tenebre, sostenuta dal sospetto e dall’intrigo”. “‘Corruptio optimi pessima’, diceva con ragione san Gregorio Magno, per indicare che nessuno può sentirsi immune da questa tentazione – aggiunge il Papa -. Per debellarla dalla vita personale e sociale sono necessarie prudenza, vigilanza, lealtà, trasparenza, unite al coraggio della denuncia. Se non la si combatte apertamente, presto o tardi rende complici e distrugge l’esistenza”.

Quindi il suo ulteriore appello: “Questo è il momento favorevole per cambiare vita! Questo è il tempo di lasciarsi toccare il cuore”. “Davanti al male commesso, anche a crimini gravi – avverte -, è il momento di ascoltare il pianto delle persone innocenti depredate dei beni, della dignità, degli affetti, della stessa vita. Rimanere sulla via del male è solo fonte di illusione e di tristezza. La vera vita è ben altro”. “Dio non si stanca di tendere la mano – conclude il Papa -. E’ sempre disposto ad ascoltare, e anch’io lo sono, come i miei fratelli vescovi e sacerdoti. E’ sufficiente solo accogliere l’invito alla conversione e sottoporsi alla giustizia, mentre la Chiesa offre la misericordia”.

Tutti, insomma, sono avvertiti: chi è corrotto si penta e si ravveda. E nessuno spazio a questa “piaga putrefatta”. Un monito che assume un significato speciale proprio nell’indizione del Giubileo, evento da cui devono stare ben lontane anche le sole idee di scandali e malaffare.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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