Dalla cultura all’agroalimentare, i dieci primati delle Pmi

Il logo delle capitali italiane della cultura 2015

ROMA. – Ecco i 10 primati italiani delle Pmi italiane.

1) Il contributo delle Pmi italiane al valore aggiunto dell’industria manifatturiera europea è il più elevato: con 77 miliardi di euro raggiunge il 22,1%, seguito dal contributo tedesco (18,5%) e francese (13,3%)

2) Oltre un quarto delle imprese esportatrici italiane (25,3%) ha meno di 50 dipendenti, in Germania le Pmi vocate all’export sono il 14,5%, in Francia il 7,8%

3) L’Italia non ha rivali nei prodotti di qualità: lo dimostra l’aumento del valore medio unitario dei suoi prodotti. Dall’introduzione dell’euro la crescita è stata del 39%, contro il +36,4% del Regno Unito e il +30,6% della Spagna

4) Nell’Unione Europea l’Italia primeggia nettamente per prodotti di qualità, ai quali il mercato riconosce prezzi più alti: a fronte dei 255 prodotti tricolori la Germania ne vanta 196 e la Francia 193

5) Archimede abita in Italia: negli ultimi tre anni le imprese italiane che hanno introdotte innovazioni (di processo o di prodotto) sono 65.481. Meglio ha fatto solo la Germania (90.395 imprese) e terzo è il Regno Unito (44.623 imprese). E sono Pmi quattro imprese innovatrici italiane su cinque

6) Il modello produttivo italiano è al top nel rispetto dell’ambiente: bassa immissione di anidride carbonica nell’aria, ridotta produzione di rifiuti, campioni nel riciclo e primi nella riconversione verde. Il 51% delle Pmi italiane conta almeno un “green job”

7) La creatività è uno dei motori del Made in Italy: per numero di brevetti comunitari di design l’Italia è seconda solo alla Germania. E il 58% delle Pmi si è avvalso di professionisti della creatività

8) Con la cultura in Italia si mangia: il 7,3% delle imprese italiane (per oltre il 96% Pmi) fa parte della filiera culturale. Il loro giro d’affari tocca gli 80 miliardi che ne mettono in moto altri 134. Si arriva così a 214 miliardi, il 15,3% del valore aggiunto nazionale

9) L’Italia è la meta preferita dai turisti extra-europei nell’Eurozona con 56 milioni di pernottamenti, contro i 43 milioni della Spagna e i 39 milioni della Francia

10) Il Made in Italy agroalimentare domina il mercato mondiale in 77 prodotti. Emettendo meno gas serra e vantando il minor numero di prodotti con residui chimici dei concorrenti.

 

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