Altro pari e fischi per la Roma. Fallito il controsorpasso sulla Lazio

Pubblicato il 19 aprile 2015 da redazione

Soccer: Serie A; Roma-Atalanta

ROMA. – Senza vittoria, senza la Sud, senza lo sperato controsorpasso sulla Lazio. E con problemi grossi così. Se la Roma doveva immaginare un altro pomeriggio da incubo eccola servita. L’1-1 casalingo contro l’Atalanta è la sintesi di una stagione diventata via via insignificante e che potrebbe trasformarsi in disastrosa senza l’Europa che conta. La squadra vista all’opera nel pomeriggio dell’Olimpico ‘orfano’ della Sud squalificata dal giudice per gli striscioni di 15 giorni fa sembra davvero ormai una semplice somma di giocatori più che l’orchestra di gioco che aveva fatto innamorare.

Nemmeno il rientro di capitan Totti, assente dal 16 marzo, e il repentino vantaggio (2′) su rigore hanno svegliato la truppa giallorossa subissata dai fischi dello stadio durante e dopo il match. Non bastano i ‘cerotti’ (non ci sono De Rossi, Manolas, Pjanic, Gervinho, oltre ai lungodegenti Strootman, Castan e Balzaretti) per giustificare 90′ di nulla e nemmeno il passo falso di ieri della Lazio – alla fine della giornata ‘solo’ raggiunta al secondo posto, a quota 58 – riesce a dare la scossa e a mettere brio alla truppa giallorossa che prova a cambiare modulo (dal 4-3-3 al 4-2-3-1) per ‘cambiare’ la stagione.

Ma senza frutto. Fuori dei cancelli qualche centinaio di tifosi protesta contro la dirigenza ‘colpevole’ di non aver fatto ricorso contro la squalifica. Sono pochi (circa 500) è vero ma in campo è come se i giocatori sentissero la pressione: molli, fermi, imbambolati, senza nerbo e con evidenti segnali di nervosismo all’interno della squadra. E nemmeno il vantaggio dopo nemmeno 100 secondi (rigore di Totti dopo maldestro intervento di braccio di Stendardo su percussione di Ljajic) riesce a camuffare le debolezze della stagione.

Sembrerebbe tutto facile ma Reja è sornione e anzichè aggredire aspetta che i giallorossi arrembino per cercare il raddoppio per colpire in contropiede. Detto fatto: lancio per l’ex Emanuelson che viene toccato appena dentro l’area da Astori e Gervasoni per par condicio assegna il penalty che Denis realizza (23′). Il pareggio mette alle corde i giallorossi, incapaci di reagire e ripartire e quelle poche volte che lo fa i risultati sono catastrofici (palla in tribuna e Sportiello mai impegnato).

Le cose non vanno e allora Garcia nella ripresa rimescola le carte: dentro Keita e Ibarbo per Paredes e un fischiatissimo Iturbe. La sostanza non cambia, ma almeno la squadra ci mette un po’ di buona volontà. Sportiello dice a Florenzi, poi nell’ultimo quarto d’ora la Roma ha l’occasione per vincere (immeritatamente) la partita ma prima Migliaccio salva quasi sulla linea, poi di nuovo il portiere orobico salva su Ljajic.

Finisce come era cominciata fuori dei cancelli, con i fischi e la delusione di chi pensava a un facile sorpasso sui cugini laziali e invece adesso deve fare i conti con l’Europa che, continuando così, sarà davvero sempre più a rischio.
(di Sandro Verginelli/ANSA)

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