Terremoto in Nepal, si temono migliaia di vittime

Terremoto in Nepal, danneggiati molti siti archeologici

ROMA. – Terremoto in Nepal, si temono migliaia di vittime. Crollata la torre Dharahara. Il sisma ha provocato anche una valanga sull’Everest, che ha travolto e ucciso otto persone nel campo base del massiccio. Due tremende e fortissime scosse di terremoto, a distanza di 35 minuti l’una dall’altra hanno colpito alle 11,56 ora locale (erano le 8.11 in Italia) il Nepal, causando per ora almeno 686 vittime, decine e decine di feriti e dispersi, la distruzione di siti archeologici e storici e una valanga sull’Everest che ha travolto il campo base uccidendo almeno otto persone. Il bilancio, però, sembra destinato a salire: per l’Ingv, l’istituto nazionale geofisica e vulcanologia, ‘è molto probabile che ci siano centinaia o migliaia di vittime” secondo le stime basate sullo scuotimento stimato e sulla densità di popolazione.

Una doppia scossa, la prima di magnitudo 7.9, ma che i sismologhi cinesi stimano sia arrivata a toccare gli 8.1, e la seconda di almeno 6,6, che rischia di far registrare una vera e propria strage in un’area altamente popolata da circa 2,5 milioni di persone dove le costruzioni sono precarie. E che si è fatta sentire anche nei Paesi vicini, provocando almeno 5 vittime in India e altre due in Bangladesh. Il sisma – il peggiore nella zona dell’Himalaya degli ultimi 80 anni – ha avuto il suo epicentro a Lamjung, nel Nepal occidentale, località che secondo i media è stata rasa al suolo.

Molti al momento i dispersi e le segnalazioni di persone intrappolate sotto le macerie. Anche sotto la torre Dharahara, uno storico monumento di 62 metri e nove piani patrimonio Unesco e una delle mete preferite dei turisti nella capitale nepalese, crollata al suolo.

L’unità di crisi della Farnesina si è immediatamente attivata e sono in corso verifiche sull’eventuale coinvolgimento di italiani nel terremoto che ha colpito il Nepal. Lo si apprende dal Ministero degli Esteri.

“Sono esterrefatto e angosciato per quello che è successo in Nepal e a Katmandu in particolare. Viene meno un pezzo di cultura eccezionale e irripetibile” dichiara il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l”Unesco, Giovanni Puglisi. “Il Nepal, e Katmandu in particolare – sottolinea – sono l”epicentro di un crocevia che tiene insieme tutta la tradizione religiosa buddista e una parte della tradizione religiosa tibetana che fa capo al Dalai Lama, i cui seguaci sono riusciti a fuggire dal Tibet sotto l”influenza cinese rifugiandosi appunto in Nepal. La zona che è crollata, e che è patrimonio dell”Unesco, è in sostanza quello che possiamo definire centro storico di Katmandu, un crogiolo di templi e palazzi, compresa la Torre Dharahara.

Una torre un po’ “sfortunata – evidenzia Puglisi – La prima torre, infatti, costruita nell”800, si ergeva per 11 piani ed è crollata dopo neanche un secolo a causa di un terremoto. Poi è stata ricostruita ed ora, con questo terremoto così forte, la seconda, fatta di 9 piani, ha fatto la stessa fine”.

Il problema, spiega il presidente Puglisi, è “anche il manufatto che è un po’ particolare. Non si tratta infatti di torri costruite in cemento armato, ma con polvere di marmo e lime. Insomma, materiali molto poveri che quando arriva un terremoto di una simile portata non reggono l’impatto. Questa era una torre punto di attrazione per turisti, aveva una forma di minareto, era diventata il simbolo di Katmandu. E’ come da noi crollasse la Torre di Pisa o il Colosseo. Una volta l”hanno ricostruita, ma ora non so come si metteranno le cose perché i danni sono enormi e credo siano danneggiati i templi e anche il palazzo Reale, ma ora è troppo presto per capire la portata generale del disastro”.

 

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