Juve, una vittoria che vale lo scudetto

Soccer: Serie A; Sampdoria-Juventus

GENOVA. – Era destino che la Juve tornasse a Marassi per vincere anzitempo il suo trentunesimo scudetto, il quarto consecutivo. Lo aveva già fatto un bel po’ di anni fa, ed era il 22 maggio, con i gol di Boninsegna e Bettega che condannarono i blucechiati alla Serie B. Ma questa è la prima volta che i bianconeri diventano aritmeticamente campioni alla quint’ultima giornata, con quattro partite ancora da disputare.

Allegri, in previsione della partita di Champions contro il Real a Torino rinuncia in partenza all’iniettore Pirlo e momentaneamente alla ‘colonna’ Chiellini, ma non alla trazione anteriore dei ‘suoi’ gioielli Tevez e Llorente, mentre Mihajlovic, orfano di piè veloce-Eder, si affida all’esperienza di Eto’o e ai piedi preziosi di Muriel, rinunciando a Okaka che, nelle ultime tre partite, sembra avere spesso perso la bussola sotto porta.

Parte subito la Juventus con il solito Tevez che attenta alle virtù di Viviano. La Juve preme e la Samp cerca di far male, utilizzando il contropiede spesso e innescato a favore di Muriel e dell’esperto Eto’o che però sbatte spesso contro il muro difensivo juventino. Anche Llorente si fa vedere dalle parti di Viviano che però è attento. La Juve è senz’altro più organizzata soprattutto sotto porta e al 32′ Vidal approfitta della momentanea assenza di De Silvestri, a bordo campo, e di uno splendido assist di Lichtsteiner per firmare lo 0-1.

La Samp non è sufficientemente cattiva per affrontare la corazzata di Allegri, non è mai concreta e spreca occasioni. Come quella del pareggio, al 44′ pt: grande accelerazione di Muriel, che spacca in due la difesa bianconera e serve in area Soriano. Il trequartista incrocia male e la palla finisce sul fondo.

Nel secondo tempo la Juve sembra solo voler gestire il vantaggio e la Samp appare schiacciata, senza nerbo, tanto che nei primi 5′ non si avvicina nemmeno ai bianconeri che portano palla lasciando così iniziativa di manovra. Rischia la Doria, prima di darsi una mossa. All’8′ st Eto’o fa una mezza magia ma si ‘ingamba’ e non riesce a controllare una palla che potrebbe sciogliere il risultato.

Mihajlovic tenta la carta Bergessio al 9′ st per Rizzo. Inserire una terza punta significa cambiar la faccia alla squadra, ma la Juventus ricomincia a premere: al 14′ Tevez si accentra e incrocia nell’angolino basso, ma trova un superViviano che gli nega momentaneamente la soddisfazione del 21/o gol della stagione.

La Samp non trova il bandolo della matassa, ma al 20′ st fa annotare una fiammata di Bergessio su splendido assist di Eto’o, vanificata dalla scivolata in recupero di Bonucci. In verità la Juve sembra in partitella di allenamento, ma cerca con insistenza il colpo del ko definitivo. La Samp ci prova con Muriel direttamente da calcio d’angolo, ma Buffon si impegna e vanifica. La Juve si sta cucendo lo scudetto sulla maglia facendo tiki taka, la Samp ha le idee confuse e poca precisione.

Finisce con i tifosi sampdoriani che tentano inutilmente di coprire la festa dei bianconeri cantando a squarciagola. Ovazione per Marotta e Nedved che lasciano, al termine del tempo regolamentare, la tribuna dove ancora resta un arrabbiato, sconsolato Ferrero mentre in campo scoppia la gioia dei giocatori per una breve, emozionata festa.

Condividi: