Raul Castro sarà ricevuto dal Papa. Santa Sede chiave del disgelo

 

DAILY LIFE IN HAVANA

L’AVANA. – L’annuncio, a sorpresa, del colloquio privato che il Papa argentino avrà domenica con Raul Castro conferma due cose: il ruolo chiave che il Vaticano ha avuto, e sta svolgendo, nel disgelo complessivo dell’Avana e il fatto che l’isola comunista sta portando avanti una politica estera molto diversa dal passato, di fatto quasi “multipolare”.

Quello in atto a Cuba rappresenta in altre parole una svolta che va molto al di là dei rapporti tra l’Avana e l’ormai ex rivale Washington, soprattutto dopo il vertice delle Americhe a Panama di qualche settimana fa. Nei giorni scorsi Castro aveva d’altro lato incontrato all’ Avana il cardinale Beniamino Stella, ex nunzio nell’isola comunista durante gli anni ’90 e prefetto della Congregazione per il Clero.

La stampa locale aveva dato ampio spazio al “cordiale colloquio” durante il quale il presidente e il card. Stella avevano “dialogato su questioni di mutuo interesse, in particolare della prossima visita a Cuba del Papa”. Francesco ha infatti avuto un ruolo fondamentale nei contatti riservati fra Cuba e Usa che hanno portato all’apertura annunciata a dicembre dei negoziazioni bilaterali.

Poco dopo lo storico viaggio del 1998 di Giovanni Paolo II all’Avana, fu d’altra parte proprio Bergoglio il ‘coordinatore’ di un libro sui ‘Dialoghi’ tra Wojtyla e Fidel Castro, volume che affrontava tematiche quali il socialismo, l’ateismo e la democrazia. E qualche giorno fa, dopo un incontro con Fidel, il frate domenicano ed esponente della Teologia della liberazione, Frei Betto, ha riferito che il ‘lider maximo’ sente “una profonda ammirazione” nei confronti del Papa.

Ad essere sempre in prima fila nel dialogo con i Castro, non solo nella complessa fase pre-disgelo, c’è stato d’altro lato un protagonista di tale processo, e cioé il cardinale Jaime Ortega, arcivescovo dell’Avana da 34 anni, che ha d’altra parte un forte rapporto personale con Bergoglio.

L’annuncio del colloquio di domenica in Vaticano coincide con una forte accelerazione nell’agenda diplomatica cubana. Dopo la visita in Algeria, Raul si trova a Mosca dove è stato invitato da Vladimir Putin alla parata sabato per una cerimonia in occasione del 70esimo anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale.

Qualche giorno fa, Raul ha ricevuto all’Avana il ministro degli esteri giapponese, Fumio Kishida, ricevuto anche da Fidel Castro: Kishido è stato il primo capo della diplomazia nipponica a visitare il paese. E ormai sono tante le visite, anche di rilievo, di politici e imprenditori Usa che puntano ad un nuovo rapporto politico, oltre al ‘business’, con l’Avana.

Anche molti paesi europei si sono fatti avanti con Cuba, e l’Alta rappresentante per la politica estera UE, Federica Mogherini, un mese fa ha visitato l’isola, dove l’11 maggio è d’altro lato atteso il presidente francese Francois Hollande.

 

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