Contro video degli studenti a Renzi: “Non dice la verità”

Scuola: protesta in 7 piazze da Nord a Sud

ROMA. – Non solo cortei, proteste di piazza o scontro ideologico: quella sulla “Buona scuola” è diventata anche una “guerra” di video e contro video. Dopo che il premier Matteo Renzi ha postato il suo nuovo intervento di spiegazione del Ddl, con tanto di lavagna e gessetti, ieri è stata la volta degli studenti che hanno replicato al presidente del Consiglio, con un proprio video. E anche la Gilda ha usato la web tv per “respingere al mittente” video e lettera ai prof.

Ma la “disfida” potrebbe allargarsi, anche perché nell’epoca di Fb o Whatsapp ogni scuola è stata invitata dall’Unione degli studenti a produrre un contro video usando l’hashtag #laverascuola. Quello degli studenti dell’Uds è, comunque, uno dei primi video di risposta, molto improntato sull’ironia: “Matteo Renzi ha provato a spiegarci nuovamente La Buona Scuola. Il punto è – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – che noi l’abbiamo capita da tempo, forse il Governo è in difficoltà e non accetta che in tanti l’abbiano compresa realmente, ripulendola dagli slogan a effetto ripetuti anche nel video del premier. Renzi si arroga il merito di aver aperto il dibattito nel Paese sulla scuola. In realtà è proprio lui e il suo Governo ad aver tentato di silenziarlo, manganellando gli studenti, sgomberando le scuole in occupazione o tacciando gli studenti e i professori di squadrismo. Siamo stati noi a porre la scuola al centro dell’attenzione, perché proprio quest’ultima è al centro di un attacco!”

Secondo l’Uds, il Premier nei 5 punti toccati dal video “non dice la verità sul ddl e sarebbe il caso che se lo ripassasse”. “Ci abbiamo pensato noi a dire la verità sul progetto di riforma che stanno promuovendo senza il consenso della maggioranza del Paese. Continuano a portare avanti – osserva Lampis – un modello di scuola autoritario con un dirigente che continua a decidere tutto in forma diretta e indiretta, succube dei privati, che legittima le disuguaglianze attraverso il 5 X 1000 e lo school bonus invece che abbatterle e che mette in concorrenza falsata scuole pubbliche e private, concedendo nuove agevolazioni a favore di queste ultime. Non c’è un euro sul diritto allo studio e non si pensa a finanziare realmente la scuola pubblica per raggiungere la media di investimenti europea”.

Anche la Gilda ha affidato a un servizio video la risposta al premier Renzi: “lettera e video respinti al mittente”, intitola la web tv degli insegnanti che affida al coordinatore nazionale Rino Di Meglio la replica: “noi continuiamo la nostra battaglia per la scuola, che è di tutti e non del preside-sceriffo”. E segnala: “alle 8.45 di stamani erano già 3.717 i ‘Non mi piace’ sul video di Renzi.

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