Giro d’Italia: dalle Marche all’Emilia, riecco gli uomini-jet

Pubblicato il 18 maggio 2015 da redazione

98th Giro d'Italia: Rest day; Press conference Contador

CIVITANOVA MARCHE (MACERATA). – Dopo il giorno di pausa, i velocisti scaldano i motori, visto che saranno loro i protagonisti della decima tappa del 98/o Giro d’Italia di ciclismo, in programma da Civitanova Marche (Macerata) a Forlì. Duecento chilometri completamente pianeggianti, attraverso la Statale Adriatica, con una breve deviazione per scalare il piccolo monte di Gabicce, salendo da Pesaro, dopo avere percorso metà tappa (100 chilometri) su strade larghe e sostanzialmente rettilinee.

Seguiranno 60 chilometri sempre dritti, lungo la Statale 9 della via Emilia, che porterà – attraverso Santarcangelo di Romagna, poi Cesena e Forlimpopoli – al traguardo di Forlì. Gli ultimi chilometri dopo Forlimpopoli sono sempre rettilinei, ma con alcuni piccoli ostacoli urbani, tipo rotatorie e spartitraffico. A circa 2 km. dall’arrivo c’è un tratto di 1.500 metri in pavè, con una curva ai -1.100 metri, piazza Saffi, e un restringimento di carreggiata a 800 metri dall’arrivo.

Ultima curva a 500 metri dalla conclusione e retta finale su asfalto pianeggiante della larghezza di 7 metri, dove verosimilmente si scateneranno gli ‘uomini-jet’ che popolano la corsa rosa. La giornata d’apertura della seconda settimana di corsa proporrà un Gran premio della montagna, dopo 107,9 chilometri, sul Monte di Bartolo (4/a categoria), a soli 169 metri d’altezza. Due i traguardi volanti: il primo al chilometro 159,4, a Santarcangelo di Romagna; il secondo dopo 178,8 chilometri, a Cesena.

Il ritrovo di partenza dei corridori è fissato in piazza XX Settembre, a Civitanova Marche, fra le 11,05 e le 12,20, mentre il via verrà dato alle 12,35, dalla Statale 16, dopo 3.200 metri di trasferimento. L’arrivo è previsto in viale Vittorio Veneto, a Forlì, fra le 17 e le 17,30. Verranno coinvolte cinque province: Macerata, Ancona, Pesaro-Urbino, Rimini e Forlì-Cesena, in due regioni: le Marche e l’Emilia Romagna. Per otto volte, fatta eccezione per quest’ultima, la città di Forlì è stata sede d’arrivo di una frazione del Giro d’Italia: nel 1925 (vittoria di Girardengo), nel 1928 (Binda), nel 1930 (Guerra), nel 1937 (Bini), nel 1939 (Servadei), nel 1960 (il belga Van Looy), nel 1977 (il belga Maertens) e nel 2006 (l’australiano McEwen).

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