Papa: i cristiani perseguitati, forza e consolazione

Pakistani Christian women hold a banner during a protest one day after Lahore churches attack, in Karachi

CITTA’ DEL VATICANO. – “Signore, manda lo Spirito Santo a dare consolazione e fortezza ai cristiani perseguitati”. Fa sentire la sua voce attraverso Twitter, papa Francesco, alla vigilia della veglia di Pentecoste dedicata dalla Cei, in tutta Italia e non solo, alla preghiera per i martiri di oggi. Nel messaggio, il Papa usa anche lo speciale hashtag coniato dalla Cei per l’occasione, #free2pray.

Ed è un richiamo che, oltre a ricordare le sofferenze dei tanti cristiani sottoposti a violenze e barbarie in tanti Paesi, oggi arriva in concomitanza anche con la notizia del rapimento in Siria del sacerdote Jacques Murad, priore del Monastero di Mar Elian, prelevato da alcuni sequestratori sotto la minaccia delle armi. Tra l’altro l’insediamento monastico, collocato alla periferia di Quaryatayn, rappresenta una filiazione del Monastero di Deir Mar Musa al Habashi, rifondato dal gesuita italiano paolo Paolo Dall’Oglio, rapito anche lui il 29 luglio 2013 mentre si trovava a Raqqa, capoluogo siriano da anni sotto il controllo dei jihadisti dello Stato Islamico.

Per la vigilia della solennità di Pentecoste, la presidenza della Cei ha deciso di proporre a tutte le comunità – non solo italiane – di dedicare la veglia di preghiera ai martiri contemporanei, “alla tragedia di tanti cristiani e di tante persone i cui diritti fondamentali alla vita e alla libertà religiosa vengono sistematicamente violati”. “Questa situazione ci interroga profondamente e deve spingerci ad unirci in un grande gesto di preghiera a Dio e di vicinanza con questi fratelli”, spiega la Conferenza episcopale.

Oltre alle diocesi e alle parrocchie, numerosissimi i movimenti e le associazioni che hanno aderito, da Comunione e Liberazione all’Azione Cattolica, dal Movimento dei Focolari a Nuovi Orizzonti, Opus Dei, Rinnovamento nello Spirito Santo, Comunità di Sant’Egidio, Unitalsi e tanti altri, mentre sostegno all’iniziativa è arrivato dalla Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia, dai vescovi dello Sri Lanka e da alcune diocesi estere, dalla Terra Santa e da Mosca tra le altre.

Nella diocesi di Roma, accanto alle celebrazioni che si svolgeranno nelle prefetture e nelle singole parrocchie, le comunità del settore Centro si ritroveranno insieme al vescovo ausiliare Matteo Zuppi nella basilica dei Santi Apostoli, alle 20.30; mentre alle 20.00, nella basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina, si svolgerà la celebrazione promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, che invita i fedeli “nelle stesse ore in cui a San Salvador si celebra la beatificazione di monsignor Oscar Arnulfo Romero”.

La basilica è quella che Giovanni Paolo II ha voluto dedicare ai testimoni della fede del XX e XXI secolo e che ne custodisce le reliquie, compreso il messale dell’arcivescovo di San Salvador, ucciso sull’altare il 24 marzo 1980 da chi aveva in odio il suo amore per i poveri. “Con questa veglia, che avrà un carattere ecumenico, è nostra intenzione fare memoria dei tanti martiri nostri contemporanei. Le sofferenze dei cristiani e delle minoranze religiose in Medio Oriente, in Africa e in Asia interpellano con urgenza la coscienza degli europei, e in particolare dei cristiani, e invitano alla preghiera e ad azioni di solidarietà che portino alla pace e alla riconciliazione”, commenta Sant’Egidio.

Mercoledì, all’udienza generale, anche il Papa ha ricordato che la Cei “ha proposto che nelle Diocesi, in occasione della Veglia di Pentecoste, si ricordino tanti fratelli e sorelle esiliati o uccisi per il solo fatto di essere cristiani”. “Sono martiri – ha aggiunto -. Auspico che tale momento di preghiera accresca la consapevolezza che la libertà religiosa è un diritto umano inalienabile, aumenti la sensibilizzazione sul dramma dei cristiani perseguitati nel nostro tempo e che si ponga fine a questo inaccettabile crimine”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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