Mistero sulla sorte di 200 soldati governativi in Siria

Syrian troops pushed back Islamic State militants from Palmyra

BEIRUT. – E’ giallo sulla sorte di circa 200 militari governativi siriani e miliziani loro alleati arroccati da settimane nell’edifico dell’ex ospedale di Jisr ash Shughur, nella Siria nord-occidentale investita dall’offensiva di combattenti delle opposizioni e da qaedisti locali. Uccisi, feriti o fatti prigionieri uno dopo l’altro mentre scappavano, secondo i loro avversari. Oppure, salvi per miracolo secondo i media di Damasco.

La tv di regime afferma che “gli eroici soldati” sono in salvo dopo essere riusciti a trovare una breccia sul lato meridionale dell’edificio circondato dai miliziani. Ma finora non si hanno prove del fatto che alcuni dei militari governativi siano riusciti a uscire vivi dalla trappola di Jisr ash Shughur. Dal canto loro, le forze integraliste hanno urlato ai quattro venti di aver trucidato i soldati.

Intervistato all’interno dell’ex ospedale, ormai in mano ai miliziani delle opposizioni e alla Jabhat an Nusra, l’ala qaedista siriana, lo “shaykh” Bila Abu Ahmad, membro della stessa an Nusra, racconta una versione dei fatti anch’essa impossibile da verificare in maniera indipendente. “Sapevamo che dentro l’ospedale erano ben armati e non riuscivamo a stanarli”, ha detto Abu Ahmad a un giornalista al seguito dei miliziani anti-Assad. “Per questo abbiamo fatto credere loro di avere una via di fuga a sud. Quando sono usciti, li abbiamo circondati e li abbiamo eliminati”, ha raccontato in un video pubblicato poche ore fa su Youtube e nel quale si distingue con chiarezza l’ospedale-caserma semidistrutto.

Jisr ash Shughur, cittadina con una decennale tradizione di opposizione, anche armata, al regime di Damasco, si trova in una posizione dall’alto valore strategico: lungo la strada che collega le regioni di Idlib e Aleppo a quella di Latakia, principale porto del Paese e roccaforte dei clan al potere in Siria da mezzo secolo. La zona era stata conquistata dai miliziani delle opposizioni a fine aprile assieme al capoluogo di Idlib. Ma l’ospedale era rimasto un simbolo della resistenza governativa.

“L’aviazione e l’artiglieria hanno coperto la ritirata dei nostri straordinari soldati”, si legge sull’agenzia di notizie ufficiale Sana. Su profili Facebook di account solidali con il regime si mostra una foto, diffusa dalla Nusra, in cui si vede una fila di militari in fuga fuori dall’ospedale. “Con in braccio il fucile e sulla spalla un ferito, ciascun valoroso soldato guadagna la sua salvezza”, si legge nelle didascalie apposte dai lealisti.

La stessa immagine, associata ad altri video diffusi da siti anti-governativi, racconta un’altra storia. Secondo an Nusra, dopo la loro corsa fuori l’ospedale i militari hanno trovato la morte. “Chi non è stato ucciso è ora braccato nelle case qui vicino e se non si arrende sarà ucciso presto”, afferma Bilal Abu Ahmad. Nel servizio ‘giornalistico’ del cronista dei qaedisti si mostrano cadaveri di militari governativi. Alcuni sono carbonizzati, altri hanno evidenti segni di colpi di arma da fuoco al corpo e alla testa.

(di Lorenzo Trombetta/ANSA)

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