Industria: riparte il fatturato, ma le vendite nei negozi ancora ferme

Pubblicato il 22 maggio 2015 da redazione

INDUSTRIA MARCIA A MARZO (+0,4%), NEI PRIMI TRE MESI +0,3%

ROMA. – Fatturati dell’industria in rialzo, vendite dei negozi in stallo. Marzo si rivela un mese migliore per le fabbriche che per il commercio nei conti dell’Istat. Gli incassi dell’industria crescono, infatti, dell’1,3% rispetto a febbraio e tornano ad aumentare anche rispetto allo stesso mese del 2014 dello 0,9%. Trainano le vendite estere e i mezzi di trasporto, con in particolare le auto che mettono a segno il sesto aumento a due cifre consecutivo per i fatturati (+22,6% sull’anno).

Nonostante l’impulso positivo dell’ultimo mese, però, il dato del primo trimestre è inferiore dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti, affossato dal risultato di gennaio (-1,7% sul mese) che gli aumenti di febbraio (+0,4%) e marzo non riescono a compensare. Una brutta sorpresa arriva inoltre dagli ordinativi dell’industria che, deludendo le attese degli analisti, calano dello 0,3% rispetto a febbraio, ma sono superiori del 2,7% rispetto a marzo 2014.

Passando ai negozi, il primo trimestre si chiude con una crescita nulla delle vendite al dettaglio rispetto ai tre mesi precedenti e un aumento dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il risultato di marzo (-0,1% rispetto a febbraio e -0,2% rispetto a marzo 2014) annulla così la spinta dell’inizio dell’anno, che aveva fatto sperare in una ripresa dei consumi.

La stretta colpisce le vendite di prodotti alimentari, che sono tra le ultime ad essere intaccate dalle famiglie, con un calo della stessa identica entità di quello dei prodotti non alimentari (-0,1% sul mese). Mentre ci sono grandi differenze tra i risultati dei diversi tipi di esercizi con la grande distribuzione in crescita dello 0,8% sull’anno, mentre per i piccoli negozi c’è un nuovo calo dell’1,2%.

Dal fronte dei consumatori, il Codacons legge in questi dati una conferma dei suoi allarmi e una prova dello stato di difficoltà degli italiani: ”la spesa delle famiglie non riprende e il commercio versa ancora in una situazione di crisi”, osserva l’associazione dei consumatori in una nota.

Mentre per le imprese, l’ufficio studi di Confcommercio insiste che la ripresa c’è anche se ”si conferma piuttosto lenta e sta interessando comparti di spesa non coperti dall’indice delle vendite al dettaglio” come i servizi, l’area della mobilità e l’acquisto di auto.

Secondo l’associazione dei commercianti, ”resta prioritario consolidare la fiducia mediante chiare indicazioni sul futuro fiscale degli italiani” perché ”non è verosimile” che tornino a spendere per i consumi se temono nuovi incrementi della tassazione.

Si spinge oltre il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, affermando che l’aumento dell’Iva inserito nella clausola di salvaguardia della Legge di Stabilità 2015 ”alla luce del trend piatto dei consumi che l’Istat ci sta testimoniando in questi primi mesi dell’anno, potrebbe comportare una nuova fase di recessione”.

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