Allarme Istat, oltre un milione i genitori senza lavoro

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ROMA. – Sono oltre un milione i genitori, con uno o più figli, ma senza un posto. A fare luce su madri e padri disoccupati è l’Istat, incrociando i dati sulla situazione familiare con quelli relativi alla condizione lavorativa. L’indagine riguarda i genitori che si trovano nella fascia d’età che va dai 25 ai 64 anni, sono quindi esclusi i giovanissimi.

I numeri fanno riferimento alla media del 2014, che vede il fenomeno in crescita, d’altra parte lo scorso anno si è registrato un aumento della partecipazione al mercato del lavoro, tanto che un pochino sono aumentati anche gli occupati. Il set di tabelle pubblicato dall’Istituto di statistica (si tratta di dati che escono ogni anno in questo periodo) mette in connessione ‘casa’ e lavoro e per il 2014 le cifre parlano precisamente di 1 milione 182 mila mamme e papà over25 a caccia di un impiego.

Tra cui 1 milione 36 mila vivono con il coniuge o il convivente, mentre 146 mila risultano monogenitori. Sono più donne (628mila) che uomini (554mila), una differenza che risalta soprattutto quando si analizzano i nuclei con un solo capofamiglia (128 mila madri sole). Finché si è in coppia si può almeno contare su un partner, anche se non sono da escludere le situazioni in cui entrambi i genitori risultino disoccupati.

Inoltre le tavole non riportano le informazioni sulla condizione dei figli ma ai genitori alla ricerca di un lavoro si potrebbero pure accompagnare figli disoccupati, specie se padri e madri sono in avanti con l’età. Non a caso, sempre dai dati dell’Istat, emerge come lo scorso anno in più di un milione di famiglie (1 milione 181 mila) siano tutti disoccupati (magari si va avanti con pensioni, indennità o con altre rendite).

Guardando a come era andata nel 2013, il numero di genitori disoccupati sale (+6,2%), tuttavia aumentano di qualcosa anche quanti un posto ce l’hanno (+0,5%). C’è infatti un ampliamento delle forze lavoro, ovvero del tasso di attività, che tocca sia le famiglie monogenitore sia le copie con figli. Tutto ciò è quindi in linea con l’andamento del mercato del lavoro.

E pari pari sulla categoria ‘genitori disoccupati’ si riflettono anche i divari territoriali (circa la metà risiede nel Mezzogiorno). Oltre alle cifre, alle comparazioni, il valore aggiunto degli ultimi dati forniti dall’Istat sta nel consentire di guardare dietro a tassi ormai noti e dare un primo identikit agli italiani che sono alla ricerca di un lavoro.

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