La campagna elettorale entra nel vivo, si alzano i toni dello scontro

Regionali: Renzi, credo lunedì Pd ancora primo partito

ROMA. – La campagna elettorale si avvia al rush finale con i toni classici dello scontro tra leader. Matteo Renzi scommette sulla vittoria, non importa se piena. ”Per me il problema non e’ se vinciamo tutte le regioni, per me il problema, da presidente del Consiglio, e’ se rimettiamo in moto la speranza, ci curiamo delle aziende che rimettono al centro la qualita’ dei lavoratori”, afferma. Ma che sia 6-1, 4-3 o 5-2, Renzi ribadisce che dopo il voto regionale non cambierà nulla per il governo. Silvio Berlusconi fa sapere invece che “lo stesso Pd manderà a casa Renzi se perderà Veneto, Campania, Liguria ed Umbria”.

“Berlusconi ha fallito”, chiosa Renzi asserendo che certo non lascerà Palazzo Chigi, come fece Massimo D’Alema, se anche non dovesse stravincere. “Posso fare molte cose nella vita, difficilmente quelle che ha fatto D’Alema”, butta là il premier. Il Cav intanto va in tv a dire che “la politica economica di Renzi non solo non risolve i problemi, ma li aggrava” e che il Patto del Nazaremo è fallito “perchè Renzi non credeva nel metodo democratico”. Berlusconi rilancia il suo progetto di polo moderato anche con la Lega, esclude che ne vadano a capo le figlie Marina o Barbara (“glielo impedirei”) e sostiene che il fitiro leader del centrodestra “uscirà furoi come è stato per Renzi”.

Intanto, Angelino Alfano e Matteo Salvini se le danno di santa ragione. “Salvini nei miei confronti ha una forma monomaniacale di fissazione. Il motivo e’ ovvio: lui vuole che il dopo Berlusconi sia l’estremismo di destra. Noi no”, attacca il leader di ncd. “Anche oggi l’incapace Alfano mi insulta: ‘Matteo Salvini (estremista) ha una forma monomaniacale di fissazione nei miei confronti’. Ha ragione. Io sono fissato con la Sicurezza, lui e’ fissato alla poltrona”, ribatte Salvini. L’ex delfino Alfano attacca anche il Cav. “Berlusconi ha avuto la grande occasione di federare tutti e poi ha rovinato tutto”.

Intanto – ma tutto viene poi rinviato a venerdì – la quinta giornata prima del voto amministrativo passa in attesa del ‘catalogo’ dell’Antimafia sugli ‘impresentabili’, candidati che per la loro storia giudiziaria non sono in linea con il codice di autoregolamentazione voluto dai partiti. Pura accademia, chiosa qualcuno, visto che i nomi arrivano ad un solo giorno dal voto. I partiti, in tensione per l’attesa patente di legalità, fanno comunque a gara ad esibire le loro mani pulite.

“Con grande chiarezza dico che il Pd nelle sue liste per le Regionali non ha alcun impresentabile”, proclama il premier Matteo Renzi, impegnato in un tour de force mediatico di interviste in tv locali, in vista del voto. Ancora una volta oggi Renzi si spende per il suo candidato in Campania: “Stefano Caldoro e’ una persona seria ma mi auguro che sia Vincenzo De Luca a vincere le Regionali in Campania. De Luca e’ il mio candidato governatore”.

Ma nulla dice il premier su come si risolverà eventualmente, se De Luca fosse eletto, la questione degli effetti della legge Severino. L’azzurro Renato Brunetta punta invece il dito. “Renzi ha perso la bussola. In Campania, semmai De Luca venisse eletto, non potrebbe insediarsi alla presidenza della Regione e scatenerebbe un putiferio con ricorsi e contenziosi a raffica”.

(di Milena Di Mauro/ANSA)