In città a 7km/h, congestione del traffico costa 11 miliardi l’anno

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ROMA. – Città con un transito di macchine a passo di lumaca, congestione da traffico che pesa per oltre una decina di miliardi ogni anno sulle tasche degli italiani e rete autostradale decisamente carente rispetto al numero di autovetture che regolarmente la percorrono: la situazione della viabilità in Italia mostra segni di crisi.

A fare una fotografia dettagliata di tutte le spine nel fianco dei trasporti in Italia è Confcommercio con un rapporto sull'”Italia dis…connessa”. Attualmente nei nostri maggiori centri urbani si viaggia ad una velocità media che ricorda quella del ‘700, afferma Confcommercio sottolineando che oscilla intorno ai 15 km/h. Ma se poi si vanno ad analizzare le ore di punta, la velocità che si riesce a raggiungere in città scende addirittura tra i 7 e gli 8 chilometri orari.

Mentre nelle città italiane il forte traffico rallenta la viabilità, a Parigi il sindaco Anne Hidalgo punta a ridurre per legge i limiti di velocità a 30 km/h entro il 2020, estendendo la misura al 90% del territorio urbano. Perdita di tempo e stress a parte, tuttavia, da noi restare imbottigliati in coda ha consistenti conseguenze anche di tipo economico.

Secondo le stime di Confcommercio riportate dal presidente Carlo Sangalli, infatti, il congestionamento si traduce in una “tassa logistica” dell’ ordine di 11 miliardi di euro l’anno. Ne consegue che, secondo Confcommercio, una riduzione del 10% dei tempi e dei costi medi di trasporto potrebbe portare ad un aumento dello 0,7% del Pil.

L’Italia non esce bene neppure dal confronto internazionale. Tra le prime 100 città più congestionate, infatti, 5 sono italiane (Palermo, Roma, Milano, Napoli e Catania) e la nostra rete autostradale, se messa in relazione al parco auto circolante, appare più scarsa di quella di Francia e Spagna. Mentre in Italia ci sono 1,81 km di autostrada per 10.000 macchine, in Francia ce ne sono 3,52 e in Spagna 6,61 km.

Il grande traffico, d’altra parte, sembra destinato a peggiorare nei prossimi anni. Secondo quanto è emerso da uno studio realizzato da Censis e Aniasa, l’associazione dell’autonoleggio, infatti, la crescente concentrazione di abitanti nelle grandi aree urbane e l’aumento dei flussi turistici, che saliranno del 42% arrivando a 68 milioni, nei prossimi 15 anni porteranno a un deciso aumento dei pendolari, che passeranno dai quasi 29 milioni attuali a 30,9 nel 2030. La gran parte di questi spostamenti sarà coperta dalle automobili, che già oggi sono utilizzate nel 70% dei casi per lavoro, arrivando a toccare i 18,8 milioni rispetto ai 17,5 attuali.