Bonaventura bis, ma il Milan vince senza applausi

Pubblicato il 30 maggio 2015 da redazione

Milan's Giacomo Bonaventura in action

BERGAMO. – Il Milan si sveglia troppo tardi. A Bergamo i rossoneri tornano al successo esterno dopo quasi due mesi, ma i tre punti non bastano per cancellare la delusione di una stagione sballata. Anche il finale, nonostante il 3-1, è amaro: gli ultras se ne vanno in anticipo, senza concedere nemmeno un saluto alla squadra. Il giustiziere dell’Atalanta è Bonaventura, che in nerazzurro è cresciuto. Il talento firma una doppietta – cui si aggiunge il gol su rigore dell’altro ex Pazzini – ma raccoglie solo applausi dal suo vecchio stadio.

Inzaghi si gode una prova orgogliosa e tatticamente equilibrata, ma questo non farà che aumentare i suoi rimpianti. Reja incassa un’altra sconfitta casalinga, ma per l’Atalanta il campionato era già finito a Palermo, con il traguardo della salvezza. Come previsto Inzaghi preferisce Pazzini a Destro, Honda e El Shaarawy completano il tridente rossonero. Denis rientra dopo un mese di squalifica e si riprende il posto da centravanti, con Moralez e Gomez ad assisterlo.

Primo brivido dopo 3 minuti in area milanista: Paletta si allunga e intercetta la palla aiutandosi un po’ con il braccio. Per Pinzani però è tutto regolare. Il Milan risponde con un destro di Van Ginkel. L’Atalanta preme, Baselli anticipa Abbiati e manca di un niente la porta. Al 17′ cross perfetto di Zappacosta, Denis stacca di testa e centra in pieno la traversa. Quattro minuti dopo azione fotocopia, stavolta con esito diverso. Moralez mette la palla sulla fronte di Baselli, che ha tempo e spazio per prendere la mira e battere Abbiati. La difesa rossonera si conferma d’argilla e rischia di sgretolarsi nuovamente su un’incursione di Gomez.

Il Milan si scuote dopo la mezz’ora. Sull’ennesimo corner svetta Mexes, che però trova Cigarini a ribattere sulla linea. Poi Pazzini si incunea nella difesa nerazzurra, Masiello deve fermarlo con le cattive: rigore. Batte lo stesso centravanti, che pareggia con un preciso rasoterra. Due minuti dopo il match si ribalta con un’azione da flipper. Tiro di Pazzini deviato, palo e tocco di Bonaventura a porta vuota. Altro gol dell’ex, che però a differenza del compagno non se la sente di esultare sotto i suoi vecchi tifosi.

L’Atalanta resta comunque in partita e diventa pericolosa soprattutto quando Gomez accelera. Al 65′ Abbiati chiude alla disperata proprio sull’argentino. Il Milan prova ad abbassare i ritmi gestendo il possesso palla, riuscendoci tuttavia solo a sprazzi. I bergamaschi con il passare dei minuti aumentano la pressione, ma Mexes respinge ogni attacco.

Nonostante il vantaggio, a un quarto d’ora dalla fine gli ultras rossoneri lasciano polemicamente gli spalti e si perdono il raddoppio di Bonaventura, che anche stavolta raccoglie un rimbalzo sul palo e mette dentro il 3-1. Poi esce gustandosi la standing ovation di un pubblico che non l’ha dimenticato.

L’Atalanta si arrende, ma la curva festeggia lo stesso, esponendo un bandierone gigante. I nerazzurri, salvi per il quarto anno di fila, si congedano con il classico giro di campo. Il Milan invece scende negli spogliatoi senza gli applausi dei suoi tifosi.

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