Le mamme dei jihadisti stranieri ai figli, vi vogliamo vivi

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BERLINO.- È una lettera di quattro pagine, indirizzata ai loro figli. I ragazzi della Jihad. Madri disperate, di sette Paesi del mondo, tutti occidentali, unite in un’associazione internazionale che si chiama “Mother for life”, hanno lanciato l’appello straziante, alla vita, in cui viene citato anche il profeta Maometto.

“Qualcuno vi ha detto che c’è un’altra vita dopo questa nostra, insieme, più importante, più preziosa, di quella con le vostre madri”, si legge nella lettera, di cui riferisce Spiegel on line. “Noi non vogliamo che voi ci lasciate, noi vogliamo che torniate indietro – dicono -. Noi vogliamo che voi viviate”.

Le donne provengono da Belgio, Germania, Francia, Danimarca, Svezia, Canada e Usa. Ciascuna di loro ha un figlio partito per la Siria o per l’Iraq. Spesso si tratta di casi in cui i figli semplicemente spariscono, per farsi vivi dopo tanto tempo, dicendo di aver scelto la militanza per lo Stato islamico. Oppure sono proprio quelli di Isis a farsi vivi, per notificare la morte “valorosa” del giovane di cui non si avevano più tracce. Un fenomeno che inquieta la politica, e che viene analizzato dai sociologi, senza soluzioni, per ora.

Le madri, nella loro lettera, fanno riferimento anche ai precetti di Maometto: “Ricordatevi che il profeta Mohammed ha detto, il paradiso si trova ai piedi di tua madre”. Un tentativo di contrastare il messaggio fuorviante dei terroristi proprio sul piano della dottrina. Ma servirà? Nel messaggio si legge anche un rimprovero alle istituzioni: “Ci è stato mentito, siamo state lasciate sole. E qualche volta per i nostri figli è stato possibile lasciarci soltanto perché alcuni di voi hanno guardato altrove”.

Nei Paesi Bassi, riporta il magazine on line, si tiene infatti un primo processo: genitori che hanno denunciato lo Stato, per non aver impedito la partenza ai figli, verso le aree di guerra, attraverso la sottrazione del documento. Si tratta di un fenomeno che la Germania conosce bene: almeno 640 uomini e donne sono partiti da questo Paese per la la Siria e 200 sono tornati indietro. Coloro che sono rientrati vengono tenuti sotto controllo, perché non è chiaro se pianificano attentati o vogliono tornare indietro, alle esistenze di prima.

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