L’onda della protesta arriva in Vaticano. Sospeso l’incontro tra Maduro e Papa Francesco

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CARACAS – I medici hanno sconsigliato il viaggio. E così il presidente della Repubblica, Nicolàs Maduro, ha sospeso l’incontro con il Papa Francesco “per ragioni di salute”.
– I medici mi hanno sconsigliato di viaggiare in aereo – ha detto il capo dello Stato durante un breve “contatto” con il programma speciale di televisione “Corazòn de mi Patria”.

Il presidente Maduro ha assicurato d’aver conversato con il Nunzio Apostolico, Aldo Giordani, e di essersi scusato per non poter assistere all’incontro con il Sommo Pontefice.

Il presidente Maduro, a Roma, avrebbe dovuto assistere alla Conferenza della Fao e ricevere un riconoscimento per il successo, in Venezuela, nella lotta contro la fame.

Nei giorni scorsi, proprio di fronte la sede della Fao, un gruppo di italo-venezuelani e venezuelani residenti in Italia avevano manifestato contro la presenza del presidente Maduro e, soprattutto, contro il riconoscimento che gli sarebbe stato consegnato sottolineando che “in Venezuela si fanno le file alle porte dei supermarket per acquistare i pochi prodotti che ancora sono presenti negli scaffali e che la mancanza di alimenti e medicine hanno obbligato i venezuelani ad una vita precaria”.

Inoltre, due “tachirenses” hanno deciso di iniziare lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione sulla situazione dei politici in prigione, sulle loro precarie condizioni di salute e sulla necessità della presenza di osservatori imparziali alle prossime elezioni parlamentarie.

La Voce d’Italia ha contattato telefonicamente Josè Hernandez, uno dei “tachirenses” attualmente in sciopero della fame in Vaticano.

– Resistiamo ed andiamo avanti con forza fin quando non raggiungeremo i nostri obiettivi.
Hernàndez non è solo. In questa iniziativa, che mette a dura prova corpo e spirito, è accompagnato da altri attivisti.

⁃ Ormai sono più di ventiquattro ore che siamo in Vaticano per lo sciopero della fame, attualmente ci troviamo di fronte alla sala stampa della Santa Sede e stiamo aspettando notizie ufficiali.

La protesta ha avuto inizio dopo che alcuni politici venezuelani, attualmente in carcere, hanno proclamato lo sciopero della fame. L’attenzione si sposta dunque oltreoceano, nel cuore del Vaticano.

– Con grande umiltà e fede – ha detto Hernàndez – siamo qui e non ci muoviamo fin quando non otterremo gli obiettivi che ci siamo fissati.

– Quali sono?

– Vogliamo la liberazione dei prigionieri politici. Vogliamo che le Nazioni Unite e l’Unione Europea siano presenti in Venezuela con le loro organizzazioni per verificare la situazione attuale e garantire che le elezioni parlamentarie si realizzino in un clima di pace e serenità.

In attesa di ulteriori aggiornamenti lo sciopero della fame continua con una grande speranza.

– Siamo qui con grande sacrificio e con intenti pacifici, se il Santo Padre ci può concedere l’onore di essere ascoltati magari potremmo, di persona, raccontare le nostre preoccupazioni. Che possa intercedere, che possa agire, per il bene del Venezuela.

(Gennaro Buonocore/Voce)