Renzi, la cooperazione tra Italia e America Latina si basi su cultura e innovazione

Italian Premier Matteo Renzi (R) speaks during the Italian-Latin American and Caribbean Conference

ROMA. – “L’Italia ha tanta voglia di collaborare sui temi culturali, universitari e legati all’innovazione. Vogliamo che vediate nell’Italia un punto di riferimento sul piano della ricerca e negli scambi in tecnologia, come noi lo vediamo in voi. Vi sono molte potenzialità e opportunità in questa amicizia e partnership straordinaria”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi parlando a Milano alla VII Conferenza Italia-America Latina e Caraibi.

“Il mondo che verrà – ha sottolineato il premier – sarà un mondo in cui il capitale umano e l’intelligenza saranno fondamentali. Certo l’aspetto tecnologico sarà fondamentale, ma sarà il capitale umano a essere cruciale. E noi siamo pronti con le nostre università – penso alle eccellenze di alcune università milanesi che sono il top in Italia e nel mondo – per valorizzare i nostri talenti

Cita anche Cristoforo Colombo e Amerigo Vespucci il presidente del Consiglio Matteo Renzi, non senza prima premettere: “So che è una discussione aperta perché nelle Americhe qualcuno non vede di buon occhio che si parli di scoperta dell’America. L’America c’era già da prima. Però diciamo che due italiani hanno dato una mano”. In particolare il presidente del Consiglio si è soffermato sulla figura di Vespucci – “nato in una bella città, che è Firenze” – esaltandone la “curiosità” che lo ha spinto a partire da una città senza mare per “dare un nome a un continente, un’esperienza che fa venire i brividi”.

Quindi si è appellato ai rappresentanti dei paesi latinoamericani chiedendo di “provare ad andare insieme incontro al futuro” e di non chiamarlo con espressioni di rabbia e paura ma di coraggio e speranza. E’ quello che l’Italia – ha sottolineato Renzi – vuole fare camminando insieme a voi. Se armati di curiosità guardiamo al domani abbiamo tanti valori da difendere”.

Italian-Latin American and Caribbean Conference in Milan
Morales, andiamo verso la cittadinanza universale

“In Bolivia non approveremo una legge sull’immigrazione: cercheremo di accogliere i migranti perché sono esseri umani. E non usiamo il termine ‘illegale’, perché dobbiamo avere una cittadinanza universale”. E’ dal tema dell’immigrazione che il presidente della Bolivia, Evo Morales, decide di iniziare il suo discorso ala VII Conferenza Italia – America Latina. “Capiamo i problemi che pone il fenomeno dell’immigrazione – ha aggiunto il presidente boliviano – ma i flussi migratori sono causati dal capitalismo, dalle guerre, dagli interventi militari, e dal fatto che la ricchezza è concentrata nelle mani di troppe poche persone. E’ necessaria una democratizzazione delle risorse”.

La collaborazione con i Paesi europei per favorire gli investimenti e la crescita economica dell’area “è la benvenuta – ha proseguito Morales -. Ma non accetteremo quelle proposte che pregiudichino lo sviluppo del nostro popolo. Bisogna aver fiducia nel nostro governo e ci assumiamo la responsabilità di ripagare tutti i nostri debiti”.

Sereni, i diritti della democrazia sfide comuni

“Il sistema parlamentare, cardine fondamentale della democrazia partecipativa e rappresentativa, è un bene prezioso e delicatissimo. Ci si accorge sempre troppo tardi quanto è importante: cioè quando esso viene a mancare! E, sia noi, in epoca più remota, che alcuni di voi, in epoca più recente, abbiamo sperimentato drammaticamente questa mancanza. E’ una esperienza terribile che non vogliamo si ripeta mai più”.

Così la vice presidente della Camera, Marina Sereni, intervenendo alla VII Conferenza Italia-America latina e Caraibi dal titolo: “Per una visione comune”. Dopo aver sottolineato come il continente latinoamericano rappresenti “un interlocutore privilegiato per l’Italia”, la vice presidente Sereni ha voluto ricordare insieme al presidente del Senato Pietro Grasso che il Parlamento italiano ospiterà, il 5 e il 6 ottobre prossimo, il Primo Forum parlamentare Italia-America Latina e Caraibi.

“Abbiamo così inteso investire su un nuovo strumento di diplomazia parlamentare – ha spiegato – per affrontare insieme sfide comuni enormi poste dalla globalizzazione: la promozione dei diritti e la lotta alle diseguaglianze; la democrazia e la partecipazione dei cittadini; la crescita sostenibile e la lotta alla povertà”.

“In tutti i nostri Paesi siamo in presenza di fenomeni, infidi e pericolosi, di discredito della politica e del ruolo parlamentare. I Parlamenti democratici, lo sappiamo bene, sono lo specchio delle società. Non è certo restringendo o sminuendo le prerogative parlamentari che si potranno risolvere fenomeni odiosi e aberranti, legati alla corruzione, all’abbassamento della soglia dei valori etici, alle disuguaglianze che ancora caratterizzano le relazioni sociali nei nostri Paesi”, ha affermato.

“Vogliamo incontrarci con i vostri legislatori: per scambiare idee, per capire come possiamo reagire insieme alla sfiducia e alla disaffezione che serpeggia tra i nostri cittadini, per conoscere esperienze innovative che, se socializzate, potranno andare a beneficio di tutti”.

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