Expo: Santa Sede, noi spina nel fianco per destare le coscienze

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MILANO. – L’intenzione è quasi un pungolo ai partecipanti di Expo: parlare ‘Non di solo pane’. E’ partendo da questo tema che la Santa Sede, con il suo padiglione, punta a essere “una spina nel fianco”, unendo dimensione materiale e spirituale e non indietreggiando di fronte a tutte le problematiche che quel ‘Nutrire il Pianeta’ – tema portante della manifestazione universale – apre alle coscienze. Una posizione che la Chiesa ha voluto rimarcare oggi nel suo National Day sul sito espositivo.

Una giornata di festa e di riflessione per la Santa Sede aperta dall’esecuzione dell’Inno italiano e di quello Pontificio davanti a una platea di oltre 60 ambasciatori e varie autorità da parte dei 50 elementi – di cui 25 con fragilità e disabilità – dell’orchestra Sinfonica Esagramma all’incontro che ha preso in prestito il titolo dal tema del padiglione vaticano, che con la sua presenza fisica sul sito “si è incastonato in questo spazio laico e internazionale”, ha spiegato il cardinale Gianfranco Ravasi, commissario generale della Santa Sede a Expo, con una struttura “così sobria e circoscritta”.

Quanto basta però per essere “una spina nel fianco, nel pur legittimo e necessario consumo, per accendere domande e interrogazioni nelle coscienze”. Quali quelle che scaturiscono dalla constatazione che “la tavola del mondo è squilibrata – ha proseguito -, con una folla enorme che aspetta le briciole e noi che abbiamo cumuli di beni e problemi di dieta”.

D’altronde, ha rivendicato l’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, la Chiesa “non ha utilizzato il tema come pretesto per proporre altro”, andando invece “oltre le sue implicazioni materiali e commerciali” e catalizzando l’attenzione di 135 mila visitatori del padiglione nel solo mese di maggio, a cui vanno aggiunti i 32 mila che hanno invece fatto tappa all’Edicola Caritas.

“La Chiesa – ha esortato – è accoglienza. Anche di fronte alle sfide dell’immigrazione: dobbiamo saper accogliere”. Anche questo significa “Non di solo pane”. E’ un tema che la Chiesa affronta non solo all’interno della cinta del sito di Rho. Le iniziative si sono infatti moltiplicate anche all’esterno, a partire dalla recente inaugurazione del Refettorio Ambrosiano a Milano.

Serve allora quello che monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, ha definito “un autentico sussulto delle coscienze perché tutti possano beneficiare dei frutti della terra”, visto che le diseguaglianze sempre maggiori non possono che essere causate “innanzitutto dall’assenza di una volontà di condivisione”.

Non è necessario “solo trasferire le migliori tecnologie alle aree più vulnerabili del pianeta, ma anche modificare le abitudini di consumo” e occorre “un più diretto ripensamento dei nostri stili di vita che sembrano invece orientati alla globalizzazione della indifferenza”. Insomma, “la Chiesa contribuisce e può contribuire alla lotta alla fame annunciando il Vangelo e la visione dell’uomo che ne scaturisce” e i contenuti della presenza della Santa sede “rappresentano un’autentica miniera di spunti”, ha assicurato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente Cei.

Perché “riflettere sull’accesso al cibo diventa occasione per riflettere sulle logiche di mercato, l’allocazione delle risorse e le disponibilità future”, senza aver “paura di poter cambiare il mondo”.

(di Pierpaolo Lio/ANSA)

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