Expo: La dura vita di Slow Food nel Paese del fast food

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MILANO. – Non solo carburante per il corpo, ma anche socialità, tradizione e gioia. E’ ciò che rappresenta il cibo per Richard McCarthy, presidente di Slow Food Usa, che al padiglione degli Stati Uniti a Expo ha spiegato quanto sia dura nel Paese del Fast Food far passare i principi propri di Slow Food. “Per fortuna ora c’è Michelle Obama”. Gli obiettivi della first lady sono esattamente gli stessi che da anni porta avanti l’associazione: promuovere una buona educazione alimentare negli Stati Uniti.

“Il cibo sano – ha detto McCarthy – quasi mai si combina con velocità, risparmio e quantità, tre caratteristiche dello stile di vita moderno”. Vivere in modo frenetico porta all’isolamento, a problemi di salute, “come per esempio l’obesità. Perché se mangi da solo è quasi automatico mangiare di più”. Slow Food negli Usa si propone di fronteggiare tutto questo.

Tra le diverse attività avviate, la campagna ‘Slow Meat’, in cui “si cerca di promuovere un consumo meno massiccio di carne, privilegiando quella di qualità”; quindi “School Gardens”, educazione alimentare a scuola, poi “Mother Erath”, Madre Terra. “Il nostro obiettivo porincipale resta l’educazione delle nuove generazioni a una alimentazione sana. Ecco perché – ha sottolineato – il movimento si è fatto promotore di un programma per le scuole che prevede gli school gardens, orti scolastici dove i ragazzi imparano a coltivare e a mangiare i prodotti della terra”.

E’ esattamente lo stesso messaggio che da cinque anni promuove Michelle Obama. “Siamo felici dell’attività della First Lady per promuovere l’educazione a uno stile di vita più sano. Chiediamo a Michelle che si faccia promotrice di una legge per aumentare il tempo della pausa pranzo nella scuole, affinché si insegni ai ragazzi il piacere della socialità legata ai pasti e l’idea di gustare il cibo con piacere e senza fretta”.

Il presidente di Slow Food Usa ha dedicato anche un passaggio al tema di Expo. “Sono felice che si crei dibattito intorno al cibo. Anche se ho notato che i piccoli produttori sono poco rappresentati”. Ecco perché rivolge un invito ai partecipanti a prendere parte all’evento organizzato da Slow Food dal 3 al 6 ottobre proprio a Milano, dal titolo ‘Terra Madre Giovani’.

“Daremo voce anche ai piccoli agricoltori, ai pescatori. Sono coloro che meglio di chiunque altro possono diffondere il messaggio del valore del cibo, e del rispetto che il cibo merita di avere”.

(di Manuela Messina/ANSA)

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