Palazzo: “Dante raccontato attraverso un’intervista immaginaria”

dante

CARACAS- Caracas anno 2015? O Ravenna anno 1265? È questa la domanda che ci si pone al termine della Conferenza sulla vita e le opere di Dante Alighieri tenuta da Mariano Palazzo, presidente della Società Dante Alighieri in Venezuela, presso la sede dell’Istituto Italiano di Cultura. La discussione impostata da Palazzo è stata così originale e coinvolgente da immergere completamente la platea accorsa ad ascoltarlo che ad un certo punto, si è avuto il piacere di perdere la cognizione dello spazio e del tempo.

Un approccio senza dubbio originale, un’ idea brillante a tal punto da poter credere di creare un esperimento: importare la conoscenza di Dante alle nuove generazioni con un taglio più leggero, in alcuni tratti divertente.

In effetti l’idea di creare un’intervista immaginaria con il giornalista Aldo – commenta Palazzo – è molto interessante. In questo modo si analizza la sua vita e le sue opere in maniera più leggera e l’interlocutore presta maggiore attenzione facendo sue un gran numero di informazioni.

Il Presidente della Società Dante Alighieri in Venezuela è stato accolto nell’Istituto dalla Dottoressa Erica Berra.

“Per noi è un grande onore accogliere il Professor Palazzo perchè questo è un anno speciale. Si celebra il 750 anniversario della morte del Sommo Poeta, maestro della nostra lingua. Era doverso da parte dell’Istituto Italiano di Cultura di Caracas offrire l’opportunità di far conoscere Dante anche ai cittadini di Caracas. Con grande piacere quindi ci siamo agganciati al ciclo di conferenze su Dante iniziato a Maracay già all’inizio di quest’anno”.

L’Ambasciatore Silvio Mignano ha introdotto la discussione di Palazzo incentrando la sua introduzione sulle parole di Eugenio Montale espresse in onore di Dante in occasione dei 700 anni.

Tutta l’opera di Dante gira intorno alla figura del poeta. È una sorta di enorme autobiografia.
La sua famiglia nella ‘Divina Commedia’, l’amore verso Beatrice, l’amore verso altre donne, appunto la donna di pietra nelle ‘Rime Pietrose’, l’esilio doloroso, la passione politica e anche il ruolo di sua moglie Gemma Donati. Insomma è un’infinita autobiografia ed è una prova di straordinaria modernità. Dante mi fa pensare a Proust e la sua trasposizione letteraria dei pensieri quotidiani.

Con quale autore latinoamericano si può paragonare Dante Alighieri? “Borges e il suo tentativo teutonico di ricostruire lo stesso Borges. Non è un caso che in America Latina sia stato Borges a capire profondamente Dante Alighieri”.

“Camminavo per le strade di Ravenna ed ho avuto la fortuna di incontrare Dante Alighieri e non ho perso l’occasione di parlare con lui”.

Così inizia il racconto del cronista

Aldo che ci immerge tra le viuzze della città emiliana e ci porta con lui a conoscere Dante Alighieri. “Attraverso l’intervista del cronista Aldo – commenta Palazzo – riusciamo a conoscere dei dettagli della vita di Dante. Nato tra maggio e giugno e morto a 56 anni. Parla della sua famiglia raccontandoci di essere rimasto orfano di madre all’età di 5 anni”.
Parla dei suoi studi e nell’amicizia con Brunetto Latini e Guido Guininzelli. Amore, politica, esilio e
le sue opere. Insomma con questa intervista riusciamo a far conoscere la vita di Dante a trecentosessanta gradi”.

L’intervista di Aldo si chiude con questa domanda:

“Ritornerebbe tra i vivi?”

– No non lo farei -guardando il cielo rispose il Sommo Poeta – almeno che non potessi rinascere con Beatrice, per conoscere il grande antico sogno d’amore che non ho mai realizzato.

(Gennaro Buonocore/Voce)