La Coppa America saluta Neymar, asso tradito dai nervi

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ROMA. – Avrebbe dovuto saltare solo una partita, adesso sotto il peso di quattro turni di stop rischia di dover salutare con grande anticipo l’edizione cilena della Coppa America. Neymar Junior non ha avuto nemmeno il tempo di assaporare il ‘triplete’ conquistato con il Barcellona che è stato travolto dalle polemiche per il comportamento, e le conseguenti sanzioni disciplinari, rimediate oltreoceano, dove con la maglia del Brasile voleva arricchire la già cospicua catena di successi 2015.

Neymar era stato squalificato per un turno dopo il doppio giallo rimediato contro la Colombia, dall’arbitro cileno Enrique Osses, ma adesso per lui è arrivata una doccia fredda. Anzi, gelata. Il fantasista ‘canarinho’ si è visto aggiungere altre tre giornate di stop (e una multa di 10 mila dollari) per un accenno di testata a Murillo, che era andato a cercare spiegazioni dopo che lo stesso Neymar aveva scagliato il pallone contro Zuñiga.

Nell’attesa del ricorso, la Cbf – secondo l’edizione online di O Globo – esprime grande preoccupazione per l’instabilità emotiva e caratteriale del giovane fantasista, il quale attraversa un periodo delicato sul fronte personale per l’inchiesta per frode che lo coinvolge in Brasile insieme con il padre. Va ricordato, comunque, che l’attaccante ex Santos è alla prima espulsione con la maglia verdeoro.

Conti alla mano, le quattro giornate di squalifica pongono fine alla Coppa America di Neymar, sempre poi che il Brasile arrivi fino in fondo. I dirigenti della Selecao puntano, ma senza troppe illusioni a uno sconto di pena, magari di una sola giornata, che permetterebbe a Neymar di disputare un’eventuale finale. Ma è innegabile che, senza il suo apporto, la squadra di Dunga perde gran parte del proprio potenziale offensivo.

Una brutta tegola per l’ex mediano, chiamato a riscattare – sia pure in parte – la storica quanto clamorosa delusione ai Mondiali dell’anno scorso. In vista del match-verità contro il Venezuela, il ct spiega che “la squadra dovrà adesso trovare soluzioni giuste. Abbiamo una grande formazione e abbiamo varie opzioni”. Quanto a “O Ney”, Dunga non infierisce: “Se ognuno di noi fosse stato colpevolizzato quando ha fatto un errore, oggi nessuno sarebbe qui. Non vogliamo cercare colpevoli ma fare crescere questi ragazzi”, ha spiegato in conferenza stampa, aggiungendo che toccherà a Neymar decidere se restare o meno in gruppo.

“Dipende dal giocatore, ognuno è libero di decidere – ha detto Dunga – I giocatori che sono qui li trattiamo come uomini che devono assumersi le loro responsabilità, non come bambini. Dobbiamo vedere quello che pensa il gruppo, se rimanere o no, se ti senti pronto è giusto essere qui, lui era abituato a giocare e ad essere al centro, ma se resta e trasmette tristezza non va bene. Noi non vogliamo i bambini ma uomini che rappresentano il Brasile nel mondo”.