Ragazzo di Asti progetta farmaco anti-Ebola

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ROMA. – Nel giorno in cui l’Organizzazione mondiale della sanità stabilisce che Ebola è ancora una emergenza sanitaria, una piccola speranza di cura arriva dall’Italia. A progettarla è un ragazzo poco più che maggiorenne di Asti. Ha lavorato su un algoritmo genetico per la ricerca di un farmaco anti-Ebola ed è arrivato in finale del Google Science Fair, la competizione internazionale che scova e premia scienziati in erba in tutto il mondo e che quest’anno ha accolto cinquemila progetti.

“Vincere sarebbe per me un sogno che si avvera. Mi permetterebbe di far conoscere il mio lavoro e condividere con altri le mie passioni. Poi, chissà, magari in un futuro la mia idea potrà servire veramente per contrastare l’Ebola”, dice Andrea Senacheribbe, 19 anni di Asti. Andrea frequenta il Liceo Scientifico F. Vercelli, tra le sue passioni ci sono l’informatica, l’elettronica, la biologia, la chimica, la fisica ma anche la musica, per hobby suona il piano.

“L’attenzione per i computer ce l’ho fin da bambino – spiega -. Mi affascina come attraverso i mezzi informatici si possano risolvere problemi nei campi della biologia e della chimica. Le potenzialità sono quasi infinite. La biologia ha inoltre un impatto diretto sulle nostre vite e sulla nostra salute”. Il progetto di Andrea prevede la creazione di un algoritmo genetico che, tradotto in un programma informatico, è stato utilizzato per la ricerca di un potenziale farmaco anti-Ebola.

Ricerca che si è focalizzata su una particolare proteina dell’Ebolavirus, la VP24, che riesce a bloccare l’azione degli interferoni, una prima linea di difesa immunitaria antivirale. Da qui nasce l’idea del ragazzo di utilizzare la sequenza della proteina VP24 come bersaglio della ipotetica molecola-farmaco per curare Ebola, che dallo scoppio dell’epidemia nell’Africa Occidentale del 2014 ha totalizzato oltre 10mila morti.

La proposta di Andrea Senacheribbe si è distinta tra le migliaia arrivate da tutti i paesi del mondo con Regno Unito, India, Stati Uniti, Brasile e Turchia in cima alla ‘top 5’ per numero di progetti presentati. Tanto da essere incluso tra i 90 finalisti. Tra questi, il prossimo 4 agosto, saranno selezionati i 20 vincitori. Tra i premi in palio ci sono una borsa di studio di 50.000 dollari ma anche programmi di formazione curati da Scientific American e Google.

Non è la prima volta che il nostro paese si fa valere nel Google Science Fair: nel 2013 ben quattro ragazzi italiani sono entrati nella rosa dei 90 finalisti. “Vorrei ringraziare mio cugino Davide per avermi prestato il suo computer fisso che mi ha permesso di eseguire tutti i calcoli necessari per il progetto e la mia insegnante di scienze Fernanda Molinaris – dice Andrea -. Non solo per avermi aiutato nella verifica del testo per il progetto ma anche per la sua passione e il suo interesse per la scienza che mi ha sempre trasmesso durante l’insegnamento scolastico”.

Andrea è un ‘veterano’: lo scorso anno ha capitanato il team del liceo per un progetto per la Nasa, l’Esa e il Mit.

(di Titti Santamato/ANSA)