Calcioscommesse: l’amarezza di Conte, ma avanti da Ct

Pubblicato il 07 luglio 2015 da redazione

++ Calcioscommesse: chiesto processo Conte e altri 103 ++

ROMA. – Nell’inchiesta sul Calcioscommesse l’obiettivo di Antonio Conte resta fare tutto ciò che è in suo potere perché si arrivi ad un giudizio prima dell’inizio degli Europei del giugno 2016, che il tecnico salentino non intende affrontare sotto la spada di Damocle di un’accusa che reputa infamante. E’ questa la condizione che Conte ha posto fin dall’inizio per non rassegnare le dimissioni da Commissario tecnico della Nazionale.

Una celerità che i suoi difensori, “molto perplessi e stupiti”, vedono però compromessa da quello che definiscono “un cambio di impostazione dell’ultimissima ora” da parte dell’accusa. Circa l’unica partita rimasta nella richiesta di rinvio a giudizio, Albinoleffe-Siena del campionato 2010-’11, “la responsabilità (di Conte, ndr) sarebbe relativa, non a condotte attive legate al mondo delle scommesse, ma alla violazione di generici obblighi derivanti da un contratto collettivo tra allenatori e Figc, di cui mai si era parlato in questi quattro anni di inchiesta – notano Francesco Arata e Leonardo Cammarata – Questa ulteriore elaborazione giuridica costringerà, dopo quattro anni di esposizione mediatica negativa, ad attendere ancora alcuni mesi prima di vedere finalmente riconosciuta la verità”.

Intanto, dalle Isole Tremiti dove si trova in vacanza, il Ct lascia trapelare l’ “amarezza” per una richiesta che, pur se limitata alla frode sportiva (è caduta l’accusa di associazione a delinquere), continuerà ad impedirgli di concentrarsi sul suo lavoro in piena serenità. Perché il Ct, relativamente sereno e certo non sorpreso dalla richiesta di Di Martino, è determinato a proseguire il cammino alla guida degli Azzurri. Ma al tempo stesso ritiene un problema l’eventuale protrarsi dell’iter processuale durante il torneo continentale in Francia.

“Non ho avuto modo di sentire Conte, ma per noi non cambia nulla, ce l’aspettavamo” ha commentato il presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio. Che nei giorni scorsi, ribadendo la fiducia nel Ct, aveva anticipato: “Il rinvio a giudizio non sarebbe una condanna”. Gli avvocati di Conte ora attendono di avere in mano gli atti per studiare la strategia da seguire. Due, al momento, le vie ipotizzabili: il giudizio abbreviato (che consente di evitare il dibattimento ed avere una decisione già nell’udienza preliminare) o il giudizio immediato (con il quale si salta l’udienza preliminare).

“Non abbiamo ancora visto le carte e non posso anticipare le prossime mosse – spiega all’Ansa Cammarata – Posso dire solo che restano tutte le perplessità sulla costruzione accusatoria”. Soprattutto dopo che la Procura di Cremona ha chiesto l’archiviazione per Novara-Siena, la partita che sembrava il fulcro di 4 anni di indagini sull’allora allenatore dei toscani, e non per AlbinoLeffe-Siena perché Conte non avrebbe ottemperato al compito di “salvaguardare la condotta morale dei calciatori”.

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