Scuola: Mattarella firma la legge di riforma

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ROMA. – Con un tweet sul suo profilo ufficiale il ministero dell’Istruzione ha annunciato la firma (ieri sera) di Sergio Mattarella sulla riforma della scuola approvata in via definitiva dalla Camera giovedì scorso. Un passaggio accolto da Stefania Giannini con “grande soddisfazione” e con “un ringraziamento sentito sul piano istituzionale” nei confronti del presidente della Repubblica. “Siamo consapevoli – ha dichiarato il ministro – che si chiude un capitolo, che è quello legislativo, e se ne apre un altro. Guardo con consapevolezza l’enorme lavoro che ci aspetta, ma anche con la fiducia che riusciremo a dimostrare nei fatti, con un dialogo aperto e costante con la scuola e la società italiana, come questo disegno di legge porti opportunità”.

Contento del “varo” anche il Premier Renzi. “Gli analisti dicevano che la riforma della scuola era morta. Nel giro di due mesi abbiamo portato a casa la legge come stiamo per portare a casa la riforma della Pa. Noi questo Paese lo cambiamo, piaccia o non piaccia” ha assicurato. Meno soddisfatti del disco verde arrivato dal Colle studenti e opposizioni. E’ una firma “ingiusta, considerando anche i profili di incostituzionalità della legge.

Dopo mesi di cortei, occupazioni, proposte alternative e scioperi è assurdo che non si sia fatto un passo indietro” hanno commentato le associazioni studentesche Uds e Link promettendo che “le scuole da settembre saranno un problema per il Governo Renzi: boicotteremo i dispositivi di valutazione, creeremo nuovi organi di partecipazione per bloccare l’applicazione della riforma, costruiremo proposte alternative da mettere in pratica scuola per scuola, evidenzieremo in diverse forme le mancanze strutturali della scuola pubblica italiana e continueremo a riempire le piazze con i lavoratori e i precari”.

“Avremmo voluto che almeno una personalità come Mattarella, che pure da giudice costituzionale ha affrontato da vicino il tema del precariato nel mondo dell’insegnamento, prestasse ascolto al loro grido di dolore” hanno affermato i parlamentari del Movimento 5 Stelle. E la senatrice Enza Blundo ha lanciato l’hashtag #Mattarellanonseiilmiopresidente. “Nel clima surreale che avvolge l’Italia, Mattarella si tappa le orecchie e, anticipando notevolmente i 30 giorni a sua disposizione per riflettere, firma lasciando Renzi con il sorriso e il mondo della scuola nello sconforto” accusa il senatore del Gruppo Misto-ILIC, Fabrizio Bocchino.

Nessuno stupore per il via libera del Capo dello Stato, invece, da parte di Maria Mussini, senatrice del gruppo Misto e prima firmataria della Lip Scuola: “se avesse voluto, avrebbe avuto ben 45 giorni di tempo e due passaggi parlamentari per esprimere anche una minima perplessità. E non l’ha fatto”.

Intanto a viale Trastevere una task force sta lavorando per dare concretezza alle 100.000 assunzioni previste dalla Buona scuola. Si comincia con le 36 mila immissioni in ruolo sui posti vacanti e disponibili del turn over: verranno fatte in base alle vecchie regole, scorrendo le relative graduatorie e le nomine dovranno chiudersi entro il 14 agosto. Altre 10 mila assunzioni circa sui posti vacanti e disponibili di organico di diritto che restano dovranno essere completate entro il 15 settembre.

Infine, si passerà al “potenziamento” dell’organico (l’8% di docenti in più, una media di 7 insegnanti aggiuntivi per ciascun istituto): sulla base dei fabbisogni individuati i prof saranno assegnati entro metà novembre alle scuole.

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