WikiLeaks: gli Usa spiavano anche il Giappone

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NEW YORK. – La National Security Agency Usa (Nsa) ha spiato in maniera sistematica funzionari, compagnie e ministri giapponesi, compreso il premier Shinzo Abe, che il presidente americano aveva accolto lo scorso aprile alla Casa Bianca riaffermando che il Giappone è “uno dei più stretti alleati degli Usa nel mondo”. La rivelazione, con tanto di relativi documenti ‘Top Secret’ pubblicati online, questa volta arriva dal WikiLeaks, che non ne rivela la fonte, ma sembra inserirsi nel solco tracciato dalla cosiddetta ‘talpa del datagate’, Edward Snowden.

Attività del genere da parte della Nsa sono del resto già venute alla luce per quanto riguarda la Germania, piuttosto che il Brasile o la Francia. In un file chiamato “Target Tokyo”, il sito di Julian Assange elenca 35 obiettivi “sensibili” della Nsa per le intercettazioni telefoniche, tra cui ufficio di Gabinetto, Bank of Japan, ministeri di Finanze e Commercio e dirigenti di colossi del trading come Mitsubishi e Mitsui. Le intercettazioni di Abe risalgono all’epoca del suo primo governo, tra il settembre 2006 e il settembre 2007.

I documenti postati sembrano essere cinque rapporti della Nsa che racchiudono intelligence sulla posizione del Giappone su cambiamenti climatici e commercio internazionale, con date tra il 2007 e il 2009. E una nota su un rapporto definito ‘Top Secret’ sui cambiamenti climatici elaborato prima del summit del G8 del 2008 si precisa che si tratta di un documento da condividere con Gran Bretagna, Australia, Canada e Nuova Zelanda, partner dell’intelligence americana.

Dai documenti “emerge come il governo giapponese fosse preoccupato in privato su quanto o quanto poco dire agli Usa al fine di evitare l’indebolimento della sua proposta sul cambiamento climatico o sulle sue relazioni diplomatiche”, ha affermato Assange in un comunicato. Ora, ha aggiunto, “la lezione per il Giappone è la seguente: non ti aspettare che la sorveglianza di una superpotenza globale agisca con onore o rispetto. C’è una sola regola: non ci sono regole”.

Frattanto, Tokyo non ha ancora ufficialmente replicato, ma un alto consigliere dell’Ufficio di Gabinetto giapponese citato dal Financial Times ha lasciato capire che non si è trattato di un fulmine a ciel sereno. Sin da quando è venuto alla luce che l’Nsa intercettava il telefono della cancelliera Angela Merkel, aveva detto che “i massimi leader giapponesi hanno dedotto di essere a loro volta intercettati”.