Ottimismo sulla Grecia, accordo con i creditori entro martedì

Pro-Euro demonstrators wave Greek flags in front of Greek Parliament during a rally at Syntagma square in Athens, Thursday, July 9, 2015. (ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti)
Pro-Euro demonstrators wave Greek flags in front of Greek Parliament during a rally at Syntagma square in Athens, Thursday, July 9, 2015. (ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti)
Pro-Euro demonstrators wave Greek flags in front of Greek Parliament during a rally at Syntagma square in Athens, Thursday, July 9, 2015. (ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti)

ROMA. – Ancora a piccoli passi, ma procede la trattativa fra la Grecia e i suoi creditori sul pacchetto di aiuti da ottenere entro la scadenza del 20 agosto, quando Atene dovrà rimborsare 3,2 miliardi di euro alla Bce. Per tutto il weekend le parti si sono riunite nella capitale per discutere del pacchetto di riforme – sul quale è arrivato l’accordo fra i creditori Fmi, Bce, Ue ed Esm – che la Grecia dovrà attuare per incassare la prima tranche degli attesi 86 miliardi di euro.

“Il lavoro per un memorandum di intesa – spiegano fonti diplomatiche europee – procede. C’è stata un’accoglienza generalmente positiva degli Stati di fronte alla disponibilità della Grecia a votare le riforme questa settimana. Arrivare ad un accordo nei prossimi giorni, di preferenza entro il 20 agosto, è ambizioso, ma fattibile”. Il Governo greco si spinge ancora oltre e punta a trovare un’intesa con i creditori già entro martedì: in questo modo si garantirebbe il passaggio parlamentare in Grecia, prima di passare la palla a un Eurogruppo atteso entro la fine della prossima settimana e poi di chiedere il via libera dei parlamenti dei singoli Stati prima della scadenza del 20 agosto.

Mentre la Germania conferma il suo scetticismo, resta anche l’opposizione strenua della Finlandia (posizioni però ormai isolate, secondo il Finantial Times), che ha voluto ribadire la sua intenzione di non partecipare al terzo salvataggio della Grecia, ritenendolo inutile per i destini del Paese. Un veto di pura forma, per appagare l’elettorato interno, visto che potrà essere aggirato applicando la procedura d’emergenza che non rende più il voto finlandese necessario al via libera degli aiuti, la cui prima tranche potrebbe arrivare a 20 miliardi di euro per la necessità di ricapitalizzare le banche. Lo Spiegel, infatti, non manca di far notare che gli istituti greci sono a rischio bancarotta, con una crescita del 50% dei prestiti in sofferenza.

Nel pacchetto di riforme si parla del taglio delle spese per la difesa e dei sussidi per il comparto agricolo, ma è possibile che trovino maggiore spazio anche le privatizzazioni. E proprio su questo punto, sul quale Berlino vuole maggiore chiarezza, Fraport, il gestore dello scalo di Francoforte, è tornato a farsi vivo per ottenere la concessione di 14 dei principali aeroporti greci, per lo più ubicati su isole famose e frequentate come Rodi, Santorini, Mykonos, Creta e Skiatos. Fraport era già stato individuato dal precedente governo come ‘offerente privilegiato’ nell’asta novembre, ma l’arrivo di Tsipras aveva imposto uno stand-by, che l’a.d. del gruppo tedesco, Stefan Shulte, ha provato a sbloccare recandosi a trattare direttamente ad Atene.

Ma le privatizzazioni, soprattutto di asset redditizi come questi, restano un problema spinoso per il premier Alexis Tsipras: in molti gli contestano l’impossibilità del Paese di riprendere la strada della crescita privandosi delle migliori attività industriali e produttive.