Spari a corteo per Brown. Stato d’emergenza a Ferguson

Officers from the Missouri State Highway Patrol and St. Louis County Police, wearing riot gear, guard the perimeter of the scene of an officer-involved shooting on West Florissant Avenue in Ferguson, Missouri, USA, 10 August 2015. EPA/SID HASTINGS
Officers from the Missouri State Highway Patrol and St. Louis County Police, wearing riot gear, guard the perimeter of the scene of an officer-involved shooting on West Florissant Avenue in Ferguson, Missouri, USA, 10 August 2015.  EPA/SID HASTINGS
Officers from the Missouri State Highway Patrol and St. Louis County Police, wearing riot gear, guard the perimeter of the scene of an officer-involved shooting on West Florissant Avenue in Ferguson, Missouri, USA, 10 August 2015.
EPA/SID HASTINGS

NEW YORK. – Tensione a Ferguson a un anno di distanza dall’uccisione del giovane afroamericano Michael Brown da parte di un agente di polizia, con le autorità costrette a proclamare lo stato di emergenza. Le manifestazioni si sono susseguite pacificamente durante il fine settimana, ma nella nottata di domenica la situazione è peggiorata, con uno scontro a fuoco. Ad avere la peggio è stato un ragazzo afroamericano di 18 anni ferito da colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia. Le sue condizioni sono critiche. Il timore è ora che la situazione possa di nuovo peggiorare, e scatenare scontri violenti, come accaduto dopo la morte di Michael Brown.

Secondo le ricostruzioni la sparatoria è avvenuta in seguito agli scontri a colpi di arma da fuoco fra due gruppi rivali a West Florissant Avenue, l’epicentro delle proteste di Ferguson. Il ragazzo ferito, Tyrone Harris, faceva parte di uno dei due gruppi: quattro agenti in borghese lo hanno visto correre all’interno di un parcheggio e si sono diretti, a bordo della loro auto, nella sua direzione, lampeggiandogli con i fari. Harris, secondo la versione ufficiale della polizia, ha quindi aperto il fuoco, e i quattro agenti hanno risposto: uno dei dieci proiettili esplosi alla fine ha colpito il ragazzo. Le autorità hanno presentato nei confronti di Harris 10 capi d’accusa, incluso l’assalto a forze dell’ordine.

Critica duramente l’incidente il ministro della giustizia americano, Loretta Lynch. ”La violenza oscura ogni messaggio di pace, e mette la comunità e gli agenti che cercano di proteggerla in pericolo”. Le polemiche però riguardano ancora una volta anche la polizia: il Ferguson Action Council, la coalizione che organizza le proteste locali, denuncia la scelta di inviare agenti in borghese senza telecamere nell’area della manifestazione. ”Dopo un anno di proteste e di dialogo sulla responsabilità della polizia, l’invio di agenti in borghese senza telecamere e appropriata identificazione nell’area della manifestazione ci lascia ancora una volta solo con il resoconto sull’incidente di un poliziotto, e questo è un problema” afferma Kayla Reed, una delle organizzatrici della manifestazione.

Le prime ricostruzioni ‘alternative’ a quelle della polizia dipingono un’altra scena: secondo quanto riferito dal papá di Harris, che cita due ragazze che erano con il 18enne, il giovane era disarmato e stava correndo per salvarsi la vita. ”Erano criminali, non manifestanti” afferma il capo della polizia Jon Belmar. ”I manifestanti sono coloro che parlano di come cambiare. Non ci possiamo permettere nessun tipo di violenza in giornate come queste ma neanche in nessun altro momento se vogliamo muoverci nella giusta direzione” aggiunge Belmar.

Le tensioni nell’area continuano: c’è stata anche un’altra sparatoria, con un uomo che ha aperto il fuoco contro due ragazzi che camminavano sul marciapiede vicino al luogo dove Michael Brown è stato ucciso un anno fa. I due ragazzi, di 17 e 19 anni, sono stati feriti ma non sono in pericolo di vita.

(Serena Di Ronza/Ansa)

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